PREMESSA
Nella sempre più ampia gamma di strumenti multispettrali, Pixfra propone una novità interessante: il binocolo DRACO, disponibile in tre diverse formati. Paganini, il distributore italiano, mi ha fornito il modello D335 -4k.
Si tratta di uno strumento estremamente versatile, capace di rilevare il calore degli animali grazie al sensore termico, ma anche di osservare in modalità diurna e crepuscolare tramite il sensore digitale Night & Day. Oltre a questo consente di scattare fotografie, registrare video, utilizzare il telemetro laser integrato e sfruttare diverse altre funzioni utili sul campo.
Il prezzo di listino suggerito nel mese di marzo del 2026 è di 1912 euro
Come sempre l’ho provato realmente sul campo di notte e di giorno. Buona visione e buona lettura!
PIXFRA – IL MARCHIO
Pixfra è un’azienda cinese con sede a Hangzhou, fondata nel 2015 e specializzata nello sviluppo di tecnologie di imaging termico di nuova generazione. In pochi anni il marchio si è fatto conoscere nel settore per la capacità di proporre strumenti dalle prestazioni elevate mantenendo però un prezzo competitivo.
La filosofia dell’azienda è quella di combinare sensori termici moderni, ottiche efficienti e software proprietari in grado di migliorare la qualità dell’immagine e la precisione della rilevazione, anche quando le condizioni ambientali non sono ideali.
Oggi il catalogo Pixfra comprende diversi dispositivi dedicati all’osservazione naturalistica, alla caccia, alla sicurezza e ad applicazioni professionali. Grazie a questa crescita il marchio è riuscito a espandersi rapidamente a livello internazionale ed è ormai presente in numerosi Paesi, distinguendosi soprattutto per l’ottimo rapporto tra prestazioni e prezzo.
IL DISTRIBUTORE ITALIANO: PAGANINI
Per quanto riguarda il mercato italiano, come premesso, i prodotti Pixfra sono distribuiti da Paganini, un nome storico del settore armiero nazionale.
L’azienda nasce a Torino nel 1867 grazie a Giuseppe Paganini come piccola bottega specializzata in armi e accessori. Nel corso delle generazioni successive l’attività si è progressivamente sviluppata fino a diventare una realtà di distribuzione riconosciuta a livello nazionale.
Oggi Paganini rappresenta numerosi marchi internazionali nel campo delle armi, dell’ottica e degli accessori per la caccia e il tiro sportivo. Nel suo catalogo figurano brand molto noti come Remington, Diana, Leupold, Lee, Lyman e Forster, ai quali negli ultimi anni si sono affiancati anche i visori termici Pixfra.
Grazie a una rete di agenti diffusa su tutto il territorio, a una piattaforma e-commerce moderna e a un forte legame con il mondo venatorio e dell’ottica di precisione, Paganini continua ancora oggi a rappresentare un punto di riferimento per appassionati e professionisti del settore.
MODELLI DISPONIBILI
La serie Pixfra DRACO è proposta in tre configurazioni principali – D225-4K, D335-4K e D635-4K – che condividono la stessa piattaforma multispettrale ma differiscono per risoluzione del sensore termico, ingrandimenti e campo visivo.
Il modello di ingresso, D225-4K, utilizza un sensore termico da 256×192 pixel abbinato a un’ottica da 25 mm, con ingrandimento di base di 4,3× e zoom digitale fino a 34,4×. Il campo visivo a 100 metri è di circa 12,2 × 9,3 metri.
La versione intermedia, D335-4K – oggetto di questa prova – adotta invece un sensore termico da 384×288 pixel con lente da 35 mm. L’ingrandimento base è di 3,8×, con zoom digitale fino a 30,4×, e un campo visivo di 13,7 × 10,3 metri a 100 metri.
Al vertice della gamma troviamo il D635-4K, equipaggiato con sensore termico 640×512 pixel e ottica da 35 mm. In questo caso l’ingrandimento parte da 2,5× e può arrivare fino a 20×, offrendo però un campo visivo più ampio, pari a circa 21,9 × 17,6 metri a 100 metri.
Tutti i modelli condividono il sensore digitale 4K da 3840×2160 pixel con lente da 55 mm, utilizzabile per l’osservazione diurna e crepuscolare con ingrandimento di 5,5× e zoom fino a 44×.
L’equipaggiamento comprende inoltre telemetro laser integrato con portata fino a 1000 metri, illuminatore IR intercambiabile disponibile nelle lunghezze d’onda di 850 o 940 nm, e un’autonomia operativa che supera le otto ore di utilizzo.

DOTAZIONE DI SERIE
Il Pixfra Draco D335 – 4k arriva all’interno di una scatola in cartone molto robusta e ben realizzata, che protegge adeguatamente lo strumento durante il trasporto. Una volta aperta, si trova subito una borsa in tessuto tecnico di tipo nautico, solida e ben rifinita, dotata di due tasche laterali che ospitano il binocolo multispettrale e i principali accessori.
All’interno delle tasche sono presenti un caricabatterie e quattro batterie ricaricabili formato 18650, necessarie per l’alimentazione dello strumento. Per chi fosse curioso di vedere nel dettaglio il contenuto della confezione, vi invito comunque a dare un’occhiata al breve unboxing che accompagna questa recensione.
Sul fondo della scatola principale è collocata una custodia in cartone che raccoglie la documentazione: qui troviamo il certificato di garanzia, il manuale rapido multilingua e l’immancabile panno per la pulizia delle ottiche.
In un vano laterale è invece presente una scatola rettangolare in cartone nero che contiene gli altri accessori, tra cui il cavo USB-C per la ricarica e il collegamento dati, la tracolla per la borsa di trasporto e una cinghia in neoprene pensata per sostenere comodamente il binocolo durante l’utilizzo sul campo.
Meccanica e sistema di messa a fuoco
Il Pixfra Draco D335 – 4k si presenta come uno strumento piacevolmente compatto, con una costruzione solida che trasmette immediatamente una buona sensazione di robustezza. L’elettronica e il sistema ottico sono racchiusi all’interno di uno scafo protettivo impermeabilizzato con grado IP67, progettato per resistere a polvere, umidità e utilizzo in condizioni ambientali impegnative.
Il corpo dello strumento è caratterizzato da ampie superfici zigrinate sui lati, studiate per migliorare il grip e garantire una presa sicura anche quando si utilizzano guanti invernali o tattici. Quella che possiamo definire la zona del “ponte di comando”, ovvero la parte superiore del binocolo dove si trovano i controlli principali, è particolarmente ampia e ben organizzata, risultando molto comoda da utilizzare sul campo.
Un ulteriore elemento zigrinato, impreziosito dall’effige a X del marchio Pixfra, è presente anche sulla parte esterna dei tubi ottici anteriori, che funge da messa a fuoco, in corrispondenza degli obiettivi
Sul lato sinistro del corpo è stato integrato il vano batterie, progettato con grande attenzione alla robustezza. Il compartimento è protetto da guarnizioni O-ring che ne garantiscono l’impermeabilità ed è chiuso da un coperchio con leva di sicurezza che ne facilita apertura e bloccaggio. All’interno trovano posto due batterie ricaricabili formato 18650 agli ioni di litio.

Nel guscio esterno sono inoltre presenti due solide asole per il fissaggio della tracolla, mentre nella parte inferiore troviamo la porta USB-C, protetta da un tappo in gomma siliconica che contribuisce a mantenere la tenuta stagna dello strumento. Non manca la filettatura standard da 1/4 di pollice, utile per il montaggio su treppiede o su teste fotografiche.
Nella zona frontale sono integrati sia il modulo dell’illuminatore IR sia il telemetro laser, entrambi ben incassati nel design dello strumento per ridurre il rischio di urti accidentali.
La parte superiore del Pixfra Draco ospita quattro pulsanti di controllo, tra cui quello dedicato all’accensione e spegnimento dello strumento, affiancati da una piccola manopola multifunzione. Quest’ultima, che misura circa 13 × 13 mm, non è particolarmente grande ma presenta una zigrinatura molto efficace che consente di utilizzarla con precisione anche indossando guanti. Nel Draco questa manopola non è dedicata alla messa a fuoco, bensì alla regolazione rapida dello zoom, permettendo di variare rapidamente l’ingrandimento durante l’osservazione.
La messa a fuoco dei due sistemi ottici, quello termico e quello digitale Night & Day, avviene invece in modo tradizionale ruotando la campana degli obiettivi anteriori, sfruttando proprio la zona zigrinata dei tubi ottici citata in precedenza. Questa soluzione risulta piuttosto pratica e intuitiva e consente di regolare la nitidezza dell’immagine con movimenti rapidi anche quando si utilizzano guanti.
La distanza minima di messa a fuoco dichiarata è di circa 5 metri per il modulo termico e di 7 metri per il sensore digitale, valori che risultano adeguati per l’osservazione naturalistica e venatoria nelle distanze tipiche di utilizzo di uno strumento di questa categoria

Dimensioni e resistenza agli agenti esterni
Nonostante la presenza di numerosi moduli – sensore termico, sensore digitale 4K, telemetro laser e illuminatore IR – il Pixfra Draco mantiene dimensioni piuttosto compatte, pari a 195 × 130,6 × 61,7 mm, con un peso netto che non supera circa 620 grammi. Si tratta quindi di uno strumento relativamente leggero per la categoria dei binocoli multispettrali, caratteristica che facilita l’utilizzo anche durante sessioni di osservazione prolungate sul campo.
Dal punto di vista della robustezza, lo strumento è progettato per operare senza problemi anche in condizioni ambientali impegnative. Il corpo è infatti certificato IP67, uno standard che garantisce totale protezione dalla polvere e resistenza a immersioni temporanee in acqua. Il range di temperatura operativa dichiarato dal produttore è piuttosto ampio e va da –30 °C fino a +55 °C, mentre l’umidità relativa massima supportata raggiunge il 95%, rendendo il dispositivo adatto a essere utilizzato in ambienti molto diversi tra loro, dalle fredde notti invernali fino alle condizioni più calde e umide.
ERGONOMIA E COMANDI
La parte superiore del Pixfra Draco D335 – 4k ospita il sistema di controllo principale, costituito da quattro pulsanti e dalla manopola di messa a fuoco. I tasti sono piuttosto grandi — tra i più ampi che mi sia capitato di provare su uno strumento di questa categoria — con dimensioni di circa 18 × 15 mm. Questo aspetto si rivela particolarmente utile durante l’utilizzo sul campo, soprattutto quando si indossano guanti invernali o tattici.
Un dettaglio ben studiato riguarda la differenziazione tattile dei pulsanti: ognuno presenta infatti icone in rilievo differenti, che permettono di riconoscerne facilmente la funzione anche al buio o senza distogliere lo sguardo dall’osservazione.
Diverso invece il pulsante di accensione, che è di forma circolare e leggermente incassato rispetto al piano dei comandi. Anche questo è piuttosto grande, con dimensioni di circa 17 × 17 mm, ma la sua posizione arretrata sembra essere stata progettata proprio per evitare spegnimenti accidentali durante l’uso sul campo, una soluzione che ho trovato particolarmente sensata.
Dal punto di vista ergonomico lo strumento risulta ben bilanciato e si impugna con facilità. Personalmente riesco a sostenerlo in modo molto stabile con i pollici serrati nella parte inferiore del corpo, mentre l’indice cade naturalmente in linea con la manopola di messa a fuoco, permettendo di regolare rapidamente la nitidezza dell’immagine senza modificare la presa.

OTTICA
Obiettivi
Il Pixfra Draco adotta un sistema ottico dual-channel, con due obiettivi separati dedicati rispettivamente al sensore termico e al sensore digitale utilizzato per la modalità Night & Day.
Per il canale termico, il modello D335-4K impiega un obiettivo con lunghezza focale di 35 mm e apertura F0.95, una configurazione piuttosto luminosa che consente al sensore di sfruttare al meglio la radiazione infrarossa. In termini pratici si tratta di una scelta molto equilibrata: la focale da 35 mm rappresenta infatti un buon compromesso tra capacità di rilevazione, campo visivo e costo dello strumento, risultando adatta sia all’osservazione naturalistica sia all’utilizzo venatorio. Il campo visivo è pari a 7,5° × 5,6°, che corrispondono a circa 13,7 × 10,3 metri a 100 metri di distanza.
Il canale digitale Night & Day utilizza invece un obiettivo con lunghezza focale di 55 mm e apertura F2.0, progettato per lavorare con il sensore CMOS 4K integrato. Questa combinazione consente di ottenere immagini molto dettagliate durante l’osservazione diurna e crepuscolare, con un ingrandimento di base pari a 5,5× e uno zoom digitale fino a 8×. Il campo visivo risulta di circa 8,0° × 4,5°, equivalenti a 14 × 8,8 metri a 100 metri.
Entrambi gli obiettivi sono protetti da tappi in gomma piuttosto spessa, collegati allo scafo tramite un sistema di fissaggio alle due asole laterali della tracolla. È una soluzione semplice ma efficace che permette di non perdere i copriottica durante l’utilizzo sul campo.
Va inoltre segnalato che le lenti sono incassate solo di pochi millimetri all’interno dei tubi ottici, una scelta che mantiene compatto il design dello strumento ma rende consigliabile richiudere sempre i tappi quando non si utilizza il binocolo. Questo è particolarmente utile quando lo si appoggia su superfici naturali irregolari, oppure quando si cammina in ambienti con rovi, spine o vegetazione fitta, condizioni in cui le lenti potrebbero essere facilmente graffiate.

Oculari e display
Il Pixfra Draco utilizza un sistema di osservazione binoculare che contribuisce a rendere l’esperienza visiva più naturale e meno affaticante rispetto ai dispositivi monoculari. Gli oculari risultano complessivamente molto confortevoli e permettono di mantenere una posizione stabile anche durante osservazioni prolungate.
Durante le prove ho misurato una lente di campo di circa 17 mm, mentre il diametro del barilotto degli oculari è di circa 38 mm nella parte inferiore e circa 42 mm nella parte superiore. Con la mia distanza interpupillare di 66 mm, la distanza tra gli oculari è risultata di circa 22 mm, una configurazione che ho trovato particolarmente comoda e che consente di appoggiare il visore al volto in maniera naturale senza creare punti di pressione.
Le conchiglie oculari sono realizzate in gomma morbida e risultano piuttosto ben progettate. Presentano infatti un profilo laterale che potremmo definire “a fetta di salame”, pensato per proteggere l’occhio da luce laterale, vento o polvere, migliorando al tempo stesso la percezione del contrasto dell’immagine. Se necessario possono anche essere rimosse completamente, soluzione utile ad esempio per chi utilizza occhiali o preferisce una distanza oculare differente.
La regolazione diottrica è affidata a una ghiera presente su ciascun oculare. Si tratta di un elemento piuttosto grande e facile da utilizzare, con dimensioni di circa 39 × 16 mm, caratterizzato da una zigrinatura ben pronunciata che garantisce una buona presa anche con i guanti. Il sistema consente una regolazione della diottria compresa tra –5 e +5 diottrie, permettendo di adattare l’immagine alla vista dell’osservatore. L’estrazione pupillare è di 15 mm.
Per quanto riguarda l’ergonomia, il sistema permette anche la regolazione della distanza interpupillare, che può variare da 60 a 74 mm, in modo da adattarsi alle diverse caratteristiche fisiologiche dell’utilizzatore.
Il sistema di visualizzazione è basato su un display OLED Full HD da 0,49 pollici con risoluzione 1920 × 1080 pixel, capace di offrire immagini molto definite e con un buon livello di contrasto.
La luminosità dello schermo può essere regolata tramite menu e questo permette di adattare la visione alle diverse condizioni ambientali. In particolare, l’utilizzo di alcune palette cromatiche della visione termica, soprattutto quelle con tonalità più scure o rossastre, può contribuire a ridurre l’affaticamento visivo durante osservazioni prolungate, specialmente nelle sessioni notturne.
Nel complesso il sistema di visualizzazione del Draco offre una resa molto piacevole: la combinazione tra display OLED ad alta definizione, regolazioni diottriche indipendenti e oculari ben sagomati consente un’osservazione comoda e immersiva, caratteristica particolarmente apprezzabile durante lunghe sessioni sul campo
SENSORI
Il modulo termico del Pixfra Draco D335-4K utilizza un sensore microbolometrico VOx non raffreddato con risoluzione di 384 × 288 pixel e pixel pitch di 12 μm, operante nella banda spettrale 8–14 μm, quella tipica dell’imaging termico per l’osservazione di animali e sorgenti di calore. Il sistema lavora con una frequenza di aggiornamento di 50 Hz e una sensibilità termica NETD ≤15 mK, valori che permettono di ottenere immagini ben contrastate anche con differenze di temperatura molto ridotte.
L’obiettivo termico è realizzato con lente in germanio, il materiale più utilizzato nell’ottica infrarossa grazie alla sua elevata trasmissione nella banda 8–14 μm. Il germanio consente infatti di trasmettere efficacemente la radiazione infrarossa, garantendo al tempo stesso una buona precisione nella formazione dell’immagine termica. Tra le sue caratteristiche principali troviamo un’ottima stabilità ottica, una buona resistenza meccanica e una trasmissione molto elevata nell’infrarosso, elementi che lo rendono la scelta ideale per strumenti di questa categoria.
Accanto al sensore termico troviamo il sensore digitale CMOS da 1/1,8″ con risoluzione 3840 × 2160 pixel (4K), utilizzato per la modalità di osservazione diurna e crepuscolare. Questo modulo opera anch’esso a 50 Hz e lavora in combinazione con l’illuminatore infrarosso integrato, permettendo di sfruttare lo strumento anche in condizioni di luce molto ridotta. La combinazione tra sensore termico e sensore digitale ad alta risoluzione è uno degli elementi che rende il Draco uno strumento particolarmente versatile, capace di adattarsi a contesti di osservazione molto diversi tra loro.
SOFTWARE DI GESTIONE
Il Pixfra Draco D335-4K postare lingua, data e ora. L’intero processo risulta semplice e intuitivo grazie all’utilizzo della manopola multifunzione centrale, che nel Draco svolge di fatto il ruolo di un piccolo controller o “mouse” di navigazione.
Premendo la manopola si accede al menu principale, mentre ruotandola si scorrono le varie voci e le impostazioni disponibili. Questo sistema di navigazione si è dimostrato molto rapido e pratico durante l’utilizzo sul campo, consentendo di modificare le impostazioni senza difficoltà anche con i guanti.
Durante la fase di accensione compare sul display il logo Pixfra accompagnato dalla dicitura PIPS 3.0, su uno sfondo scuro che ricorda un cielo stellato, un dettaglio grafico semplice ma piacevole che introduce all’interfaccia del sistema.
Una volta entrati nel menu, si scopre che il Draco mette a disposizione un numero davvero elevato di funzioni e personalizzazioni. Tra le principali troviamo innanzitutto la modalità scena, che permette di scegliere tra giorno, notte e modalità automatica, adattando il comportamento del dispositivo alle diverse condizioni di luce.
È presente anche una funzione anti appannamento, pensata per migliorare la visibilità in condizioni ambientali difficili, insieme al sistema EIS (Electronic Image Stabilization) che contribuisce a stabilizzare l’immagine riducendo le vibrazioni.
Il sistema consente inoltre di gestire l’illuminatore infrarosso, con regolazione della potenza su più livelli – basso, medio e alto – oltre alla modalità IR intelligente, che adatta automaticamente l’intensità dell’illuminazione.
Per quanto riguarda la qualità dell’immagine, il Draco offre numerose regolazioni dedicate sia al sensore termico sia al sensore digitale. Per entrambi i sistemi è possibile modificare luminosità, contrasto e nitidezza, con regolazioni su scala da 1 a 10, permettendo di adattare la resa dell’immagine alle diverse condizioni di osservazione. Nel caso della modalità digitale sono disponibili preset dedicati all’osservazione diurna, crepuscolare e notturna.
Tra le funzioni di connettività troviamo il Wi-Fi integrato, che può operare sulle bande 2.4 GHz o 5 GHz, permettendo il collegamento con dispositivi mobili e con l’applicazione dedicata.
Il menu comprende inoltre varie funzioni operative, tra cui il tracciamento del punto caldo, l’attivazione del GPS, la bussola digitale e la gestione del telemetro laser (LRF), utilizzabile sia in modalità singola sia continua.
Non manca la sezione dedicata alla galleria interna, che consente di visualizzare direttamente sul dispositivo fotografie e video registrati.
Sono poi presenti diverse impostazioni di sistema, come la gestione dell’OSD (On Screen Display), l’attivazione della modalità PIP – Picture in Picture, la scelta della modalità di zoom (centrato sull’immagine oppure sul punto del telemetro), la regolazione dei passi di zoom (1×, 2× e 4×), l’attivazione del microfono, la visualizzazione del logo all’avvio e altre opzioni di configurazione.
Il menu include inoltre diverse palette cromatiche per la visione termica, funzioni di manutenzione come DPC (Defective Pixel Correction) e FFC (Flat Field Correction) con modalità automatica, semiautomatica e manuale, oltre ad alcune impostazioni di sicurezza come l’avviso di burn-in e la spia di alimentazione.
Nel display sono infine presenti varie icone informative che indicano lo stato delle principali funzioni attive; di queste parleremo più nel dettaglio nel capitolo dedicato al display e all’interfaccia visiva.

APPLICAZIONE PIXFRA OUTDOOR
Come altri dispositivi della casa cinese, anche il Pixfra Draco D335-4K può essere controllato tramite applicazione dedicata Pixfra, disponibile gratuitamente per dispositivi iOS e Android. L’applicazione riprende in gran parte la struttura del menu interno dello strumento, permettendo di gestire numerose funzioni direttamente dallo smartphone o dal tablet.
L’installazione è rapida e non richiede particolari risorse hardware. Per collegarsi è sufficiente attivare il Wi-Fi del dispositivo, quindi connettersi all’hotspot generato dal binocolo selezionando la rete che riporta modello e numero di serie dello strumento.
Dal punto di vista tecnico, il sistema utilizza sia la banda Wi-Fi a 2,4 GHz che quella a 5 GHz, con una potenza di trasmissione nominale di circa 20 dBm. Va inoltre segnalato che, come accade su diversi dispositivi di questa categoria, la funzione Wi-Fi può disattivarsi automaticamente quando la carica della batteria scende sotto il 15%, una scelta progettuale pensata per preservare l’autonomia residua.
Una volta stabilita la connessione, l’app consente di visualizzare in tempo reale il flusso video proveniente dal dispositivo, con una buona fluidità e tempi di latenza molto contenuti. Dal pannello di controllo è possibile intervenire su diverse impostazioni operative, tra cui:
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regolazione dello zoom digitale
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selezione delle palette cromatiche termiche
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regolazione di luminosità, contrasto e altri parametri dell’immagine
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registrazione video e scatto fotografico direttamente da smartphone
Questa funzione si rivela particolarmente utile quando il dispositivo viene utilizzato su treppiede o in postazioni di osservazione fisse, permettendo di controllare tutte le principali funzioni senza dover intervenire direttamente sullo strumento.
L’applicazione offre inoltre alcune funzioni di gestione del sistema, come la modifica della password della rete Wi-Fi tramite procedura guidata oppure il ripristino della password nel caso in cui venga dimenticata.
Nel complesso la connessione si è dimostrata stabile e reattiva, consentendo un controllo completo del dispositivo anche a distanza e rendendo l’app un complemento molto utile durante l’utilizzo sul campo.
ESPORTAZIONE VIDEO E IMMAGINI
Il Pixfra Draco D335-4K consente di trasferire con facilità foto e video registrati durante le sessioni di osservazione grazie alla memoria interna integrata. Per esportare i file è sufficiente collegare il dispositivo a un computer tramite cavo USB-C.
Per garantire il corretto riconoscimento da parte del sistema operativo è consigliabile collegare il cavo prima di accendere il binocolo. Al primo collegamento il computer installerà automaticamente i driver necessari e il dispositivo verrà riconosciuto come unità di memoria esterna.
Una volta stabilita la connessione, è possibile accedere direttamente alla memoria del Draco e copiare immagini e filmati nelle cartelle desiderate, proprio come si farebbe con una normale chiavetta USB o con un disco rimovibile.
Durante il collegamento al computer il dispositivo rimane operativo per la visualizzazione dei contenuti registrati, ma le funzioni di scatto fotografico e registrazione video vengono temporaneamente disattivate. Terminata l’operazione di trasferimento, è sufficiente scollegare il cavo USB-C per tornare al normale utilizzo dello strumento.
Questa modalità di esportazione permette di archiviare rapidamente il materiale acquisito, facilitandone la successiva analisi, condivisione o integrazione all’interno di documentazioni tecniche e report di osservazione.
BATTERIA E AUTONOMIA
Il Pixfra Draco D335-4K utilizza un sistema di alimentazione basato su batterie ricaricabili formato 18650 agli ioni di litio, facilmente sostituibili dall’utente. Il vano batteria ospita due celle, soluzione che consente di aumentare l’autonomia complessiva durante le sessioni di osservazione. Il dispositivo può essere ricaricato anche tramite porta USB-C con alimentazione a 5 V DC, permettendo eventualmente l’utilizzo con power bank o altre fonti di alimentazione esterne. Secondo quanto dichiarato dal produttore, l’autonomia operativa raggiunge circa 8 ore di funzionamento a 25 °C con Wi-Fi disattivato. Come spesso accade con dispositivi elettronici alimentati a batteria, nell’uso reale sul campo è possibile riscontrare valori leggermente inferiori, soprattutto quando si opera in condizioni di temperatura più basse rispetto a quelle di laboratorio, che tendono a ridurre l’efficienza delle batterie agli ioni di litio. Nonostante questo, durante le prove sul campo l’autonomia si è dimostrata comunque adeguata per una lunga sessione di osservazione.

MEMORIA INTERNA
Per quanto riguarda la registrazione dei contenuti, il Pixfra Draco è dotato di memoria interna integrata da 64 GB, che consente di salvare fotografie e video direttamente nello strumento senza la necessità di schede di memoria esterne.
Grazie al sistema di compressione utilizzato dal dispositivo, i file generati occupano relativamente poco spazio, permettendo di archiviare migliaia di fotografie e centinaia di video prima di saturare la memoria disponibile. Questo si rivela particolarmente utile durante lunghe sessioni di osservazione o durante i censimenti faunistici, quando può essere necessario registrare numerosi eventi senza dover scaricare frequentemente i dati.
I contenuti salvati possono essere visualizzati direttamente sul dispositivo tramite la galleria interna, oppure esportati in modo semplice collegando il binocolo a un computer tramite porta USB-C, rendendo immediata l’archiviazione e la gestione dei file acquisiti.
FUNZIONAMENTO DEI PULSANTI
Il Pixfra Draco utilizza un sistema di controllo composto da quattro pulsanti superiori e da una rotella multifunzione centrale, soluzione che permette di accedere rapidamente alle principali funzioni operative anche durante l’utilizzo sul campo.
Il pulsante di accensione consente di avviare o spegnere lo strumento con una pressione prolungata, mentre una pressione breve attiva o disattiva la modalità standby.
Un secondo pulsante è dedicato alla selezione delle palette cromatiche della visione termica: con una semplice pressione è possibile cambiare rapidamente la modalità di visualizzazione, mentre una pressione prolungata consente di attivare manualmente la calibrazione dell’immagine termica oppure di cambiare la modalità giorno/crepuscolo/notte del sensore digitale.
È presente poi il pulsante dell’illuminatore infrarosso, che permette di attivare rapidamente la torcia IR integrata; tenendolo premuto si può invece cambiare la modalità di funzionamento o il livello di potenza dell’illuminazione. Il pulsante dedicato al telemetro laser consente di misurare la distanza del bersaglio con una singola pressione. Una pressione prolungata attiva invece la modalità PIP (Picture in Picture), mentre un doppio clic la disattiva.
Il sistema è completato dalla rotella multifunzione, che rappresenta il vero centro di controllo dello strumento:
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ruotandola si varia rapidamente lo zoom digitale o si scorrono le voci del menu
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premendola si confermano le impostazioni o si accede alle configurazioni principali. Nel complesso il sistema di comandi risulta abbastanza intuitivo e permette di gestire la maggior parte delle funzioni senza dover entrare continuamente nei menu.

PALETTE COLORE
Il Pixfra Draco D335-4K offre diverse palette cromatiche dedicate alla visione termica, che permettono di evidenziare le differenze di temperatura utilizzando combinazioni di colore differenti.
Tra le modalità disponibili troviamo:
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White Hot – le aree più calde appaiono bianche, mentre quelle più fredde tendono al nero
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Black Hot – schema inverso, con le zone più calde visualizzate in nero
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Iron Red – palette molto diffusa nella visione termica che enfatizza i contrasti con tonalità rosso-arancio
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Alarm – le sorgenti più calde vengono evidenziate in rosso per facilitarne l’individuazione
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Green Hot – le zone più calde sono rappresentate in verde
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Sepia – utilizza tonalità ambrate per migliorare la leggibilità dell’immagine.
Per quanto riguarda invece il sensore digitale Night & Day, sono disponibili alcune modalità di visualizzazione alternative, come Colour, Black & White, Green e Yellow, utili per migliorare la percezione del contrasto in condizioni di luce difficili.
La possibilità di cambiare rapidamente palette direttamente tramite pulsante consente di adattare l’immagine alle condizioni ambientali e al tipo di osservazione, migliorando l’individuazione di animali o oggetti anche quando il contrasto termico è limitato.
TELEMETRO LASER
Il Pixfra Draco integra un telemetro laser (LRF – Laser Range Finder) che consente di misurare con precisione la distanza tra lo strumento e il bersaglio osservato.
L’attivazione avviene tramite l’apposito pulsante di ranging, mentre la configurazione delle modalità operative può essere gestita dal menu interno dello strumento. Il sistema offre diverse opzioni di funzionamento:
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Single measurement – misura singola della distanza
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misurazione continua per 15, 30 o 60 secondi, utile quando si osservano bersagli in movimento o quando si vuole mantenere aggiornata la distanza durante l’osservazione.
È inoltre possibile scegliere la modalità di visualizzazione del punto di mira del telemetro:
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Constant, sempre visibile sul display
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Triggered, visibile solo quando si attiva la misurazione.
Per ottenere misurazioni più precise il manuale raccomanda di mantenere lo strumento il più stabile possibile durante la misurazione, in quanto movimenti bruschi possono influire sulla precisione del risultato.
IMPRESSIONI PRATICHE SUL CAMPO
Ergonomia e utilizzo generico
Durante le prove sul campo ho utilizzato il Pixfra Draco D335-4K sia a mano libera sia montato su treppiede, testandolo con e senza guanti. Nel complesso l’ergonomia dello strumento è convincente: il corpo si impugna bene e i comandi risultano facilmente raggiungibili anche durante l’osservazione. La rotella multifunzione utilizzata per lo zoom digitale e per la navigazione nei menu si dimostra pratica e ben zigrinata, tanto da poter essere utilizzata senza difficoltà anche indossando guanti tattici piuttosto spessi. Anche le ghiere di messa a fuoco degli obiettivi hanno una meccanica piacevole, fluida ma allo stesso tempo sufficientemente precisa.
Uno dei vantaggi principali del Draco rispetto ai sistemi monoculari è naturalmente la visione binoculare, che consente di osservare con entrambi gli occhi. Questo aspetto si traduce in una sensazione di maggiore rilassatezza durante le sessioni prolungate, oltre a rendere più naturale la percezione dell’immagine. Personalmente ho trovato possibile utilizzare anche livelli di luminosità del display relativamente bassi senza affaticare la vista.
Durante l’uso ho potuto sfruttare lo zoom digitale fino ai valori più elevati. Il livello massimo di circa 40× introduce ovviamente un leggero effetto di pixelizzazione, ma in maniera tutto sommato contenuta. Per osservazioni più spinte consiglio comunque l’utilizzo del treppiede già oltre i 10×, soprattutto per ottenere immagini più stabili e sfruttare al meglio il potere risolutivo del sistema. In questo senso si è dimostrato utile anche il sistema di stabilizzazione elettronica (EIS), che aiuta a ridurre il mosso nelle osservazioni a mano libera e nelle riprese video.
Osservazione notturna e crepuscolare
Per valutare le prestazioni notturne ho effettuato diverse osservazioni in un prato frequentato da caprioli, cervi, volpi e lepri, a distanze comprese indicativamente tra i 70 e i 270 metri. In queste condizioni la modalità termica consente di individuare rapidamente gli animali anche quando sono parzialmente nascosti nella vegetazione o sdraiati nel prato.
Le palette termiche disponibili sono numerose e permettono di adattare la visione alle diverse situazioni. Personalmente continuo a preferire le classiche White Hot e Black Hot, ma ho trovato molto piacevole anche la palette Iron Red, che restituisce un’immagine piuttosto rilassante durante osservazioni prolungate.
Una delle caratteristiche più interessanti del Draco è però la possibilità di sfruttare anche il sensore digitale Night & Day. In condizioni crepuscolari questa funzione si dimostra particolarmente utile. Quando con un classico binocolo 8×56 si riescono ancora a distinguere i caprioli ma ormai solo in scala di grigi e con difficoltà, il Draco consente ancora di osservare la scena a colori tramite il sensore digitale, offrendo un’immagine decisamente più leggibile e piacevole. Inoltre utilizzando le impostazioni automatiche, quando la luce inizia a scarseggiare si attiva la modalità bianco nero classica della visione notturna, con possibilità di beneficiare anche altre tonalità (verde, giallo) che migliorano la percezione del contrasto anche in presenza di lieve foschia. L’illuminatore integrato non è ovviamente potente come una torcia esterna IR ma sono stato in grado di compiere buone osservazioni anche a 100-170 metri in una notte senza luna.

Il sistema Picture-in-Picture (PIP) permette inoltre di combinare le due tecnologie: nel riquadro ingrandito è possibile visualizzare l’area centrale utilizzando le palette termiche, mentre nel resto dell’immagine si mantiene la visione principale. Questo rende più semplice identificare i dettagli del bersaglio senza perdere il contesto dell’ambiente circostante.
Durante una delle sessioni di prova ho avuto modo di osservare anche alcune lepri a distanze superiori ai 100 metri. In questi casi il sensore termico consente di individuare immediatamente la presenza dell’animale, soprattutto quando si muove nel prato. La sagoma appare ben distinguibile e, con un minimo di esperienza nell’interpretazione dell’immagine termica, è possibile riconoscere abbastanza facilmente la tipica postura e i movimenti dell’animale.
Situazioni particolarmente interessanti si sono presentate anche con caprioli e cervi osservati tra i 150 e i 200 metri. In alcuni casi gli animali erano sdraiati nel prato, quindi in una posizione che spesso rende più difficile la loro individuazione. Nonostante questo il sensore termico del Draco permetteva comunque di percepire chiaramente la loro presenza. A queste distanze l’immagine non restituisce ovviamente il livello di dettaglio dei modelli dotati di sensori più grandi, ma la morfologia generale dell’animale rimane comunque leggibile, permettendo di distinguere senza particolari dubbi la differenza tra un capriolo e una cerva.
Naturalmente è sempre bene ricordare che la corretta interpretazione dell’immagine dipende anche da altri fattori: la conoscenza della zona, l’esperienza dell’osservatore e la capacità di sfruttare le diverse impostazioni dello strumento. In questo senso il Draco mette a disposizione diverse palette termiche che possono aiutare a migliorare la percezione del contrasto in base alla situazione. Personalmente ho continuato a utilizzare soprattutto White Hot e Black Hot, che restano tra le più efficaci per l’individuazione della fauna, ma ho trovato piuttosto piacevole anche la palette Iron Red, che durante osservazioni prolungate risulta leggermente meno affaticante per l’occhio.
Nel complesso queste osservazioni mi hanno confermato che il Draco D335, pur non essendo il modello con il sensore più grande della serie, offre prestazioni molto convincenti alle distanze tipiche di osservazione naturalistica, soprattutto tra i 100 e i 200 metri, dove il sistema riesce a fornire un buon equilibrio tra campo visivo e capacità di lettura dell’immagine
Osservazione di avifauna e paesaggio
Durante le prove ho utilizzato il Draco anche per osservazioni diurne dedicate ad avifauna e paesaggio. In queste condizioni la resa del display OLED si è dimostrata soddisfacente, mentre la qualità dei filmati registrati in 4K appare decisamente buona e ricca di dettaglio.
Il sensore digitale offre diverse modalità di visualizzazione: oltre alla normale visione a colori, sono disponibili anche alcune palette monocromatiche — ad esempio bianco e nero, giallo e verde — che possono risultare utili per migliorare il contrasto in determinate situazioni di luce o per rendere meno affaticante l’osservazione.
Il refresh dell’immagine si è dimostrato abbastanza rapido anche osservando uccelli in volo, pur restando chiaro che non si tratta di un binocolo ottico tradizionale e che quindi la fluidità dell’immagine non è paragonabile a quella di un sistema puramente ottico. Nonostante questo, per osservazioni naturalistiche generiche il comportamento del sistema è più che soddisfacente.

PREGI E DIFETTI
Pregi
• Grande versatilità multispettrale
La possibilità di utilizzare sia la visione termica sia il sensore digitale Night & Day rende il Draco uno strumento estremamente flessibile, utilizzabile in molte situazioni diverse, dall’osservazione notturna alla naturalistica diurna.
• Visione binoculare molto confortevole
L’osservazione con entrambi gli occhi risulta decisamente più rilassante rispetto ai sistemi monoculari, soprattutto durante sessioni prolungate.
• Buona ergonomia generale
Il binocolo si impugna bene sia a mano nuda sia con guanti tattici. La rotella dello zoom e le ghiere di messa a fuoco sono fluide e facilmente gestibili anche in condizioni operative.
• Buona efficacia del sensore termico alle distanze tipiche di osservazione
Alle distanze più comuni, intorno ai 100–200 metri, la resa consente una chiara individuazione della fauna e una buona interpretazione della morfologia degli animali.
• Modalità Night & Day molto utile al crepuscolo
Quando con un classico binocolo 8×56 si riescono ancora a distinguere gli animali ma ormai solo in scala di grigi, il Draco permette ancora di osservare la scena a colori, migliorando sensibilmente la leggibilità dell’immagine.
• Funzione Picture-in-Picture efficace
Il PIP consente di visualizzare la zona centrale ingrandita mantenendo il contesto dell’immagine, migliorando la capacità di identificazione del soggetto.
• Numerose palette termiche
Le diverse palette permettono di adattare la visione alle condizioni ambientali. In particolare White Hot, Black Hot e Iron Red risultano molto efficaci nell’uso pratico.
• Buona qualità video del sensore digitale
I filmati 4K risultano dettagliati e di buona qualità, soprattutto nelle riprese diurne.
• Stabilizzazione elettronica utile nelle riprese
Il sistema EIS contribuisce a ridurre il mosso nelle riprese digitali e nelle osservazioni con zoom medio.
• Telemetro integrato preciso alle distanze più comuni
La funzione di telemetria laser si è dimostrata affidabile soprattutto entro i 400 metri.
• Applicazione Pixfra Outdoor semplice e funzionale
L’app consente di collegarsi rapidamente allo strumento e di gestire zoom, palette, foto e video direttamente dallo smartphone.
Difetti
• Attacco per treppiede poco pratico
La zona inferiore del corpo è piuttosto stretta e non tutte le piastre fotografiche standard (Manfrotto o Arca-Swiss) si inseriscono facilmente senza utilizzare uno spessore.
• Leggera latenza tra applicazione e binocolo
Tra la pressione dei pulsanti dell’applicazione e l’aggiornamento dell’immagine sul display si percepisce un lieve ritardo, che comunque non ne compromette l’utilizzo pratico visto che non è una macchina fotografica.
• Fluidità inferiore a un binocolo ottico nell’osservazione di soggetti molto rapidi
Il refresh è buono, ma nell’osservazione di avifauna in volo e nel panning piu’ veloce resta comunque un po’ di effetto trascinamento come del resto anche gli altri prodotti della concorrenza.

Conclusioni
Il Pixfra Draco D335-4K rappresenta uno strumento multispettrale molto interessante, capace di combinare in un unico dispositivo visione termica, osservazione digitale Night & Day, telemetro laser e registrazione video. Questa integrazione lo rende estremamente versatile e adatto a diverse applicazioni, dall’osservazione naturalistica notturna al monitoraggio della fauna fino a un utilizzo più generale nel mondo outdoor.
Durante le prove sul campo il Draco ha dimostrato di offrire prestazioni convincenti alle distanze più comuni di osservazione, in particolare tra i 100 e i 200 metri, dove la visione termica consente di individuare rapidamente la fauna anche in condizioni di scarsa visibilità. Allo stesso tempo il sensore digitale Night & Day si rivela particolarmente utile nelle fasi crepuscolari, quando con un binocolo tradizionale si riescono ancora a distinguere gli animali ma ormai solo in scala di grigi, mentre con il Draco è possibile continuare a osservare ancora a colori.
Uno degli aspetti più piacevoli dello strumento è la visione binoculare, che rende l’osservazione più naturale e meno affaticante rispetto ai sistemi monoculari. Anche l’ergonomia generale e la disposizione dei comandi risultano ben studiate, permettendo di gestire rapidamente zoom, palette termiche e telemetro durante l’uso sul campo.
Naturalmente il Draco D335 non è il modello più potente della serie e non può offrire il livello di dettaglio dei modelli dotati di sensori termici di dimensioni superiori. Tuttavia il campo visivo equilibrato e abbastanza grandangolare, la buona qualità del sensore digitale e la versatilità del sistema multispettrale lo rendono uno strumento molto valido per chi desidera un dispositivo completo e relativamente compatto.
In definitiva il Pixfra Draco D335 si dimostra una soluzione interessante per chi cerca un binocolo multispettrale capace di unire rilevazione termica e osservazione digitale in un unico strumento, con una buona facilità d’uso e una notevole flessibilità operativa sul campo.
RINGRAZIAMENTI
Ringrazio Andrea Ambrosio di Paganini Srl per avermi gentilmente fornito l’esemplare del Pixfra Draco D335-4K oggetto di questa prova e per avermi dato la possibilità di testarlo sul campo con la massima libertà, consentendomi di riportare le mie impressioni in modo completamente imparziale.
Al momento della stesura di questa recensione il prezzoè di 1912 euro.
SCHEDA AZIENDA
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Mi chiamo Piergiovanni Salimbeni e sono un giornalista indipendente, iscritto all’Ordine Professionale dei Giornalisti della Lombardia. Dal 1997 collaboro con riviste e testate nazionali e da oltre vent’anni mi occupo di test strumentali e ottiche.
Nel corso degli anni mi sono specializzato nelle prove sul campo di visori notturni, digitali e termici, dopo aver iniziato la mia attività con telescopi astronomici e ottiche naturalistiche. Ho curato uno speciale sulla visione notturna per CacciaMagazine e sono il fondatore di Binomania.it, sito dedicato al mondo dell’ottica sportiva e naturalistica.
Ho creato TermiciNotturni.it per raccogliere in un unico spazio le mie esperienze e le recensioni dedicate esclusivamente ai dispositivi per la visione notturna e termica.


