PREMESSA
Negli ultimi anni il settore dei cannocchiali termici dedicati alla caccia e al controllo faunistico è cresciuto in maniera impressionante. Se fino a poco tempo fa era necessario investire cifre molto elevate per ottenere immagini di alta qualità, oggi il mercato propone strumenti sempre più evoluti, capaci di offrire prestazioni di assoluto rilievo anche in condizioni ambientali molto difficili.
In questa recensione ho avuto l’opportunità di provare il nuovo PIXFRA PEGASUS 2 P650LRF, il modello di punta della nuova gamma Pegasus 2, gentilmente inviato in prova da Paganini, distributore ufficiale italiano del marchio PIXFRA, che desidero ringraziare per la disponibilità. Il prezzo attuale per il mese di luglio 2026 è di 3.099 Euro IVA inclusa.
Vi anticipo che il Pixfra P650LRF è un cannocchiale termico progettato per il tiro e l’osservazione a lunga distanza. Integra un sensore VOx da 640 × 512 pixel con passo di 12 μm, un obiettivo da 50 mm F/1.0, un display OLED da 1600 × 1200 pixel, un telemetro laser integrato fino a 1000 metri, memoria interna da 64 GB e il nuovo algoritmo di elaborazione delle immagini PIPS 3.0, sviluppato per incrementare il dettaglio percepito e migliorare la separazione dei soggetti rispetto allo sfondo. L’autonomia dichiarata raggiunge circa nove ore grazie al doppio sistema di alimentazione con una batteria interna e una sostituibile, mentre il corpo in lega di magnesio è certificato IP67 e progettato per sopportare rinculi importanti.
Come sempre, però, non mi sono fermato alla scheda tecnica. Ho portato il PIXFRA PEGASUS 2 P650LRF nei boschi, l’ho usato in varie uscite notturne e l’ho messo alla prova in situazioni reali, poligono compreso, valutando non solo la qualità dell’immagine, ma anche l’ergonomia, la rapidità dei comandi, il telemetro laser, la gestione delle palette e la sua reale capacità di aiutarmi a individuare e riconoscere la fauna. Perché, alla fine, un termico va giudicato soprattutto sul campo.
PIXFRA – IL MARCHIO
PIXFRA è un marchio cinese nato nel 2015 a Hangzhou e specializzato nella progettazione di dispositivi per l’imaging termico. In pochi anni è riuscito a ritagliarsi uno spazio interessante in un settore molto competitivo, proponendo strumenti moderni, ben equipaggiati e spesso caratterizzati da un rapporto tra prestazioni e prezzo particolarmente favorevole.
La proposta PIXFRA si basa sull’integrazione tra sensori termici di ultima generazione, ottiche luminose e algoritmi proprietari per l’elaborazione dell’immagine. L’obiettivo è offrire una visione termica efficace non soltanto in condizioni ideali, ma anche quando umidità, foschia, vegetazione o scarso contrasto termico rendono più difficile distinguere correttamente soggetti e dettagli.
Il catalogo del marchio comprende oggi monoculari, clip-on, cannocchiali termici e dispositivi destinati all’osservazione, alla caccia, al controllo faunistico, alla sicurezza e ad altri impieghi professionali. La presenza internazionale di PIXFRA è cresciuta rapidamente e il marchio è ormai conosciuto anche in Europa per la capacità di proporre prodotti tecnologicamente aggiornati senza raggiungere necessariamente le fasce di prezzo più elevate del mercato.
IL DISTRIBUTORE ITALIANO: PAGANINI
In Italia i prodotti PIXFRA sono distribuiti da Paganini, realtà storica del settore armiero e venatorio nazionale, che ringrazio per avermi inviato in prova il PEGASUS 2 P650LRF oggetto di questa recensione.
Paganini nasce a Torino nel 1867 come bottega specializzata in armi e accessori. Nel corso di oltre un secolo e mezzo di attività, l’azienda ha saputo evolversi seguendo i cambiamenti del mercato, passando dalla dimensione artigianale delle origini a quella di distributore nazionale di marchi internazionali dedicati alla caccia, al tiro sportivo, all’ottica e agli accessori tecnici.
Oggi Paganini propone nel proprio catalogo numerosi brand conosciuti dagli appassionati, tra cui Remington, Diana, Leupold, Lee, Lyman e Forster. A questi si aggiunge anche PIXFRA, con una gamma di dispositivi termici pensati per chi cerca strumenti moderni e concreti per l’osservazione notturna, il controllo faunistico e l’impiego venatorio.
La presenza di una rete commerciale diffusa, l’esperienza maturata nel settore e il rapporto diretto con armerie, appassionati e professionisti rendono Paganini un interlocutore importante per la distribuzione e l’assistenza dei prodotti PIXFRA sul mercato italiano.
MODELLI DISPONIBILI
La nuova gamma PIXFRA PEGASUS 2 LRF è composta da tre modelli pensati per soddisfare esigenze differenti, ma accomunati dalla stessa piattaforma hardware e software. Tutti integrano infatti il telemetro laser da 1.000 metri, il nuovo algoritmo di elaborazione delle immagini PIPS 3.0, il display OLED da 1600×1200 pixel, la memoria interna da 64 GB, la connettività Wi-Fi, la registrazione di immagini e video e le principali funzioni dedicate all’impiego venatorio, come Picture-in-Picture, hotspot tracking e calcolatore balistico.
Il modello di accesso alla gamma è il PIXFRA PEGASUS 2 P335LRF, equipaggiato con un sensore termico da 384×288 pixel e un obiettivo da 35 mm F/1.0. Rappresenta una soluzione interessante per chi pratica il controllo faunistico o la caccia su distanze medio-brevi, mantenendo tutte le funzionalità della serie.
Un gradino più in alto troviamo il PIXFRA PEGASUS 2 P635LRF, che adotta un sensore da 640×512 pixel mantenendo l’obiettivo da 35 mm F/1.0. Grazie alla maggiore risoluzione offre un livello di dettaglio sensibilmente superiore e un campo di vista più ampio rispetto al modello con ottica da 50 mm, risultando particolarmente indicato per chi osserva frequentemente ambienti boschivi o aree miste.
Il protagonista di questa recensione è invece il PIXFRA PEGASUS 2 P650LRF, il modello di punta della serie. Anch’esso utilizza un sensore termico da 640×512 pixel con pixel pitch di 12 μm, ma è abbinato a un obiettivo da 50 mm F/1.0, una configurazione che privilegia l’osservazione e il riconoscimento dei dettagli alle lunghe distanze. È la versione destinata a chi ricerca le massime prestazioni della famiglia Pegasus 2 e desidera sfruttare appieno il potenziale del sensore ad alta risoluzione.

ACCESSORI IN DOTAZIONE
Prima di entrare nel vivo della recensione desidero ricordare che, alcuni giorni fa, ho pubblicato un breve video di unboxing dedicato al PIXFRA PEGASUS 2 P650LRF, nel quale mostro nel dettaglio il contenuto della confezione e le prime impressioni sul prodotto appena estratto dalla scatola. In questo articolo mi limiterò quindi a riepilogare gli accessori forniti di serie, soffermandomi successivamente sulle caratteristiche dello strumento e sulle prove pratiche effettuate sul campo.
La dotazione è piuttosto completa e comprende:
- PIXFRA PEGASUS 2 P650LRF
- Due batterie ricaricabili, che consentono di avere sempre una batteria di riserva pronta all’uso.
- Caricabatterie dedicato per la ricarica esterna delle batterie.
- Cavo USB Type-C, utile sia per la ricarica sia per il trasferimento di immagini e filmati sul computer.
- Custodia rigida (Camera Pouch), pratica per il trasporto e la protezione dello strumento durante gli spostamenti.
- Panno in microfibra per la pulizia delle superfici ottiche.
- Cinque Heating Sticker, piccoli scaldamani chimici che possono rivelarsi utili durante le uscite nelle giornate più fredde, contribuendo a mantenere una temperatura più confortevole durante l’utilizzo.
- Guida rapida, documentazione normativa, scheda di garanzia e cartolina di ringraziamento.
Nel complesso ho apprezzato la presenza del doppio pacco batterie e del caricatore dedicato, una soluzione decisamente più pratica rispetto alla sola ricarica interna dello strumento. Anche la custodia in dotazione appare ben realizzata e sufficientemente robusta per proteggere il cannocchiale durante il trasporto nello zaino o in auto, un aspetto sempre importante per chi utilizza regolarmente un visore termico sul campo
SISTEMA DI MONTAGGIO SULLA CARABINA
Il PIXFRA PEGASUS 2 P650LRF non viene fornito con anelli di montaggio, per cui è necessario scegliere un sistema compatibile con il tubo da 30 mm. Nel mio caso ho utilizzato un attacco rapido Contessa, che ho installato sulla mia TIKKA T3x TAC A1 in calibro .223 Remington.
Il primo montaggio l’ho eseguito a casa, utilizzando un sistema di livellamento con bolle per verificare il corretto allineamento tra carabina e cannocchiale. Ho poi effettuato un controllo preliminare puntando un bersaglio posto a circa 100 metri, giusto per avvicinarmi il più possibile all’azzeramento prima della prova reale.
La fase definitiva di azzeramento è stata completata successivamente al poligono, utilizzando il bersaglio termico fornito in dotazione con il cannocchiale. Nella confezione, infatti, sono presenti cinque Heating Sticker, cioè patch termiche utili anche per rendere visibile il punto di mira attraverso il sensore termico durante la taratura.

Per le riprese naturalistiche, invece, ho preferito una configurazione completamente diversa: ho montato il PIXFRA su una slitta Picatinny abbinata a una normale piastra fotografica Arca Swiss, fissando poi il tutto su un treppiede in carbonio Sirui con testa a sfera dello stesso marchio. In questo modo ho potuto sfruttarlo non soltanto come cannocchiale da puntamento, ma anche come strumento di osservazione e ripresa, con una stabilità nettamente superiore rispetto all’uso a mano libera.
MECCANICA E COMPONENTISTICA
Il PIXFRA PEGASUS 2 P650LRF si presenta con un design che richiama da vicino quello di un moderno cannocchiale ottico da puntamento. A un primo sguardo, infatti, potrebbe quasi passare inosservato se non fosse per il particolare gruppo dei comandi posto nella parte superiore del tubo e per il modulo del telemetro laser integrato nella campana dell’obiettivo.
Il corpo è realizzato interamente in lega di magnesio, materiale che assicura un buon compromesso tra robustezza e contenimento del peso. La finitura superficiale è ottenuta tramite anodizzazione nera opaca, piacevole sia dal punto di vista estetico sia per la sua capacità di limitare i riflessi durante l’impiego sul campo. Il costruttore dichiara un peso inferiore a 840 grammi, mentre la mia bilancia elettronica ha rilevato un valore di circa 825 grammi, naturalmente privo delle batterie installate.
Con una lunghezza complessiva di 409 mm, il PEGASUS 2 offre inoltre un’ampia superficie utile per il montaggio. Tra il ponte oculare e il gruppo delle torrette è presente un tratto di tubo da circa 56 mm, mentre tra le torrette e la campana anteriore rimangono altri 50 mm circa. Questa configurazione permette di utilizzare senza difficoltà numerosi attacchi da 30 mm e consente di trovare facilmente il corretto bilanciamento sulla carabina. Nel mio caso non ho riscontrato alcun problema nel posizionarlo sulla TIKKA T3x TAC A1, sfruttando la slitta Picatinny e gli attacchi rapidi Contessa.

Dal punto di vista della robustezza il PEGASUS 2 è stato progettato per affrontare impieghi gravosi. È certificato IP67, quindi completamente protetto contro l’ingresso della polvere e resistente all’immersione temporanea in acqua. Inoltre è dichiarato resistente a rinculi fino a 1000 g/0,4 ms, un valore che consente l’impiego anche su calibri decisamente più energici del .223 Remington utilizzato durante questa prova. La sua temperatura di esercizio è compresa tra 30°C to 55°C.
La campana anteriore protegge un obiettivo da 50 mm F/1.0 ed è chiusa da un pratico tappo incernierato integrato direttamente nello scafo. Ho apprezzato questa soluzione perché elimina il rischio di perdere il copriobiettivo durante gli spostamenti. Nella parte superiore della campana trova posto anche il compatto modulo del telemetro laser (LRF) piu’ piccolo e leggero del 15% rispetto alla concorrenza, perfettamente integrato nel profilo del cannocchiale e poco invasivo dal punto di vista estetico.

La zona centrale raccoglie invece tutti i principali comandi dello strumento. La torretta superiore è dedicata alla messa a fuoco, che avviene manualmente tramite una ghiera ampia e ben zigrinata, risultata precisa e sufficientemente fluida durante le prove sul campo. Sulla sinistra è presente il selettore rotativo di accensione, che consente di passare rapidamente dalle modalità OFF, Stand-by e ON. La torretta destra cela invece la seconda batteria 18650. Nella parte superiore del ponte oculare trova posto la caratteristica rotella multifunzione, utilizzata sia per la navigazione nei menu sia per la regolazione dello zoom digitale, mentre il pulsante adiacente gestisce il telemetro laser e, se mantenuto premuto, avvia la registrazione video. Premendo contemporaneamente rotella e pulsante è inoltre possibile acquisire rapidamente un’immagine.

Sul lato sinistro del corpo è presente uno sportellino in gomma che protegge la porta USB Type-C, utilizzata sia per la ricarica sia per il collegamento al computer, utile per esportare fotografie e filmati memorizzati nella memoria interna da 64 GB.
La parte posteriore ospita infine l’oculare con una morbida conchiglia in gomma e la ghiera di regolazione diottrica, che permette di adattare rapidamente la visione alle caratteristiche dell’utilizzatore. Nel complesso ho trovato l’ergonomia ben studiata: dopo pochi minuti di utilizzo è possibile individuare tutti i comandi anche al buio, senza dover distogliere lo sguardo dall’osservazione, un aspetto tutt’altro che secondario durante le uscite notturne.
OTTICA
L’obiettivo
Il PIXFRA PEGASUS 2 P650LRF utilizza un obiettivo da 50 mm con rapporto focale F/1.0, una scelta ormai consolidata nei moderni cannocchiali termici di fascia medio-alta perché consente di sfruttare al meglio la sensibilità del sensore anche nelle situazioni più difficili. La lente frontale è realizzata in germanio, materiale indispensabile per la trasmissione della radiazione infrarossa nella banda compresa tra 8 e 14 μm utilizzata dai sensori termici.
L’azienda non specifica particolari trattamenti superficiali applicati alla lente frontale, che durante il periodo di prova si è comunque dimostrata poco soggetta a riflessi e facile da pulire.
Come ho già accennato nel paragrafo dedicato alla meccanica, la campana dell’obiettivo è protetta da un robusto tappo incernierato, realizzato in un materiale plastico molto resistente che, al tatto, ricorda il policarbonato. È una soluzione pratica perché il coperchio rimane sempre solidale al cannocchiale, evitando di perderlo durante gli spostamenti o nelle fasi più concitate dell’azione di caccia.

Oculare
La parte posteriore ospita un oculare progettato per offrire un buon comfort anche durante utilizzi prolungati. È protetto da un paraluce in gomma a soffietto, sufficientemente morbido e capace di schermare efficacemente la luce laterale.
Come accade nella maggior parte dei cannocchiali da puntamento termici, l’estrazione pupillare è inevitabilmente inferiore a quella cui siamo abituati utilizzando un binocolo o un monoculare dedicato all’osservazione naturalistica. Nel caso del PEGASUS 2 il costruttore dichiara un eye relief di 50 mm, valore che ho trovato adeguato per l’impiego sulla mia TIKKA T3x TAC A1 in calibro .223 Remington, cartuccia caratterizzata da un rinculo piuttosto contenuto. Con calibri decisamente più energici sarà naturalmente opportuno prestare maggiore attenzione alla corretta posizione dell’occhio rispetto all’oculare.
Subito davanti al paraluce trova posto la ghiera di regolazione diottrica, realizzata in una gradevole finitura color titanio, che crea un piacevole contrasto con il resto dello strumento, completamente anodizzato in nero opaco. La ghiera misura circa 48 mm di diametro per 8 mm di larghezza ed è caratterizzata da una zigrinatura profonda che garantisce un’ottima presa anche indossando i guanti.
Sulla parte superiore dello scafo sono riportati i riferimenti “+”, “0” e “–”, utili per ritrovare rapidamente la regolazione personale. Ho apprezzato soprattutto la taratura della ghiera: la rotazione richiede infatti una certa forza e avviene con movimenti ben frenati e precisi, caratteristica che riduce praticamente a zero il rischio di modifiche accidentali durante il trasporto o durante le uscite sul campo.

Display
L’immagine viene visualizzata attraverso un moderno display OLED da 0,5 pollici con risoluzione di 1600 × 1200 pixel, una soluzione ormai adottata dai migliori dispositivi di ultima generazione e capace di offrire un’elevata definizione, un buon contrasto e neri particolarmente profondi.
Durante le mie prove il display si è dimostrato molto piacevole da osservare. L’immagine appare nitida, con una buona leggibilità dei dettagli e, soprattutto, non mi ha mai affaticato la vista nemmeno dopo lunghe sessioni di osservazione notturna. Ho apprezzato anche la possibilità di intervenire direttamente su luminosità e contrasto, adattando rapidamente la visualizzazione alle diverse condizioni ambientali.
Naturalmente è possibile scegliere tra le principali palette cromatiche messe a disposizione da PIXFRA — White Hot, Black Hot, Iron Red, Alarm, Green Hot e Sepia — che permettono di ottimizzare la percezione dei dettagli a seconda dello scenario osservato e delle preferenze personali. Nel corso delle prove ho alternato soprattutto la modalità Black Hot e la White Hot, che continuo a ritenere le più efficaci per l’osservazione generale della fauna, ricorrendo invece alla Iron Red quando desideravo enfatizzare maggiormente le differenze termiche tra il soggetto e lo sfondo.
Nel complesso il sistema ottico del PEGASUS 2 P650LRF mi ha trasmesso un’impressione molto positiva: l’obiettivo luminoso, il display OLED ad alta risoluzione e la buona ergonomia dell’oculare costituiscono una base solida sulla quale il sensore termico e l’elaborazione PIPS 3.0 possono esprimere appieno il proprio potenziale, come vedremo nei paragrafi dedicati alla qualità delle immagini sul campo.
SENSORE TERMICO
Il cuore del PIXFRA PEGASUS 2 P650LRF è costituito da un moderno sensore termico VOx (Vanadium Oxide) non raffreddato, con una risoluzione di 640×512 pixel e pixel pitch di 12 μm. Si tratta di una configurazione ormai considerata uno standard nella fascia alta del mercato, capace di coniugare un’elevata definizione con dimensioni compatte del sensore e un buon rapporto tra campo inquadrato e capacità di riconoscimento.
Uno degli aspetti più interessanti riguarda la sensibilità termica dichiarata, pari a NETD ≤15 mK, un valore decisamente competitivo che consente allo strumento di discriminare differenze di temperatura estremamente ridotte. In termini pratici ciò si traduce in immagini più ricche di sfumature e in una migliore separazione dei dettagli quando il contrasto termico è limitato, ad esempio durante le prime ore del mattino, nelle serate particolarmente umide o dopo una pioggia estiva.
Il sensore lavora nella classica banda spettrale compresa tra 8 e 14 μm ed è abbinato all’algoritmo proprietario PIPS 3.0, sviluppato da PIXFRA per ottimizzare la resa dell’immagine, incrementare il microcontrasto e migliorare la percezione dei dettagli più fini. Naturalmente approfondirò questi aspetti nel capitolo dedicato alle prove sul campo, dove avrò modo di mostrare immagini e filmati registrati durante le osservazioni notturne.
Grazie all’obiettivo da 50 mm F/1.0, il costruttore dichiara una distanza massima di rilevamento pari a 2.600 metri, valore che, come sempre ricordo, rappresenta esclusivamente la capacità di individuare una sorgente termica e non quella di riconoscerne con certezza la specie o i dettagli morfologici. La distanza di messa a fuoco minima è di tre metri mentre il campo di vista inquadrato è: H: 8.8°; V:7.0°/H: 15.4 m; V: 12.3 m (@100 m)
TELEMETRO LASER INTEGRATO
Il PEGASUS 2 P650LRF integra un telemetro laser (LRF) completamente incorporato nella parte superiore della campana dell’obiettivo. Ho apprezzato questa soluzione progettuale perché il modulo risulta poco ingombrante e ben protetto, senza alterare in maniera significativa il profilo del cannocchiale. Come anticipato è circa il 15 piu’ piccolo rispetto alla concorrenza, misura infatti 16.5 x78.5 mm.
Il telemetro appartiene alla Classe 1, quindi rientra nella categoria dei dispositivi considerati sicuri durante il normale utilizzo, ed è accreditato di una distanza massima di misurazione pari a 1000 metri, con una precisione dichiarata di ±1 metro.
Durante le mie prove pratiche il funzionamento si è dimostrato convincente. La misurazione singola restituisce il dato in tempi molto rapidi, mentre la modalità di misurazione continua si è rivelata particolarmente utile durante l’osservazione della fauna in movimento o quando desideravo seguire animali che cambiavano frequentemente posizione. In entrambe le modalità il telemetro si è dimostrato rapido e, soprattutto, preciso, senza evidenziare esitazioni o letture incoerenti.
Ricordo inoltre che, come riportato nel manuale, il telemetro entra in funzione per distanze superiori ai 10 metri, limite sotto il quale la misurazione non viene effettuata.

RETICOLI E PROFILI DI AZZERAMENTO
Il PEGASUS 2 P650LRF mette a disposizione una gestione dei reticoli decisamente completa, pensata per adattarsi alle preferenze del tiratore e a differenti configurazioni balistiche.
Attraverso il menu è possibile scegliere tra diversi reticoli, modificarne il colore e regolarne anche il livello di trasparenza, così da trovare la combinazione più adatta alla palette termica utilizzata e alle condizioni di osservazione. Ho trovato questa possibilità particolarmente utile perché consente di mantenere sempre ben visibile il punto di mira senza coprire inutilmente il bersaglio.
Il cannocchiale permette inoltre di memorizzare cinque differenti profili di azzeramento, ciascuno liberamente rinominabile, caratteristica interessante per chi utilizza più carabine oppure diverse munizioni sulla stessa arma. Per ogni profilo possono essere impostate differenti distanze di azzeramento e, se necessario, è possibile aggiungere o eliminare le distanze memorizzate direttamente dal menu dello strumento.
Una funzione particolarmente pratica è rappresentata dalla procedura di azzeramento assistito. Dopo aver effettuato il colpo sul bersaglio, il cannocchiale consente di congelare l’immagine (Freeze) e spostare il reticolo fino al punto d’impatto senza muovere l’arma. Si tratta di un sistema ormai diffuso sui moderni cannocchiali termici, ma che continua a rappresentare uno dei metodi più rapidi e precisi per completare la taratura riducendo il numero di colpi necessari.
Infine, il PEGASUS 2 integra anche il calcolatore balistico, che sfrutta le informazioni fornite dal telemetro laser e dai parametri inseriti dall’utilizzatore — come coefficiente balistico, velocità iniziale, altezza della linea di mira e condizioni atmosferiche — per calcolare automaticamente il punto d’impatto corretto. Una funzione che analizzerò più approfonditamente nel capitolo dedicato alle prove sul campo.
MEMORIA INTERNA
Il PIXFRA PEGASUS 2 P650LRF integra una memoria interna da 64 GB, una capacità più che sufficiente per archiviare fotografie, filmati e tutte le registrazioni effettuate durante le uscite sul campo.
Le immagini possono essere acquisite con una semplice pressione contemporanea della rotella multifunzione e del pulsante del telemetro, mentre per avviare una registrazione video è sufficiente mantenere premuto quest’ultimo. I file possono essere consultati direttamente nello strumento attraverso l’album interno oppure esportati sul computer mediante la porta USB Type-C, senza ricorrere ad adattatori o memorie esterne.
Durante il periodo di prova non ho mai avuto la sensazione di dover gestire continuamente lo spazio disponibile. Per un utilizzo normale, 64 GB rappresentano una capacità più che adeguata anche per chi registra numerosi filmati durante una stagione venatoria.
BATTERIA
L’alimentazione è affidata a un sistema piuttosto interessante, costituito da una batteria interna ricaricabile 18650 affiancata da una seconda batteria 18650 sostituibile, anch’essa ricaricabile. In questo modo è possibile continuare a utilizzare il cannocchiale semplicemente sostituendo la batteria esterna, senza interrompere la sessione di osservazione.
PIXFRA dichiara un’autonomia massima di circa 9 ore, valore riferito a condizioni standard con Wi-Fi disattivato e temperatura ambiente di 25 °C.
Durante le mie prove ho ottenuto un’autonomia inferiore, ma occorre contestualizzare il risultato. Ho infatti utilizzato il PEGASUS 2 in maniera decisamente intensiva, mantenendo spesso attivo il collegamento Wi-Fi, l’applicazione sullo smartphone, effettuando numerose registrazioni video, fotografie, prove del telemetro e continue modifiche alle impostazioni. Si tratta quindi di uno scenario d’impiego molto più gravoso rispetto a quello tipico di una normale uscita venatoria. Ritengo quindi che, con un utilizzo più realistico e meno “stressante”, sia possibile ottenere autonomie sensibilmente superiori rispetto a quelle rilevate durante questa recensione.
ALGORITMO E IMPOSTAZIONI
Il PEGASUS 2 sfrutta il nuovo algoritmo proprietario PIPS 3.0, sviluppato da PIXFRA per migliorare la qualità dell’immagine intervenendo sul microcontrasto, sulla nitidezza percepita e sulla separazione tra soggetto e sfondo.
Naturalmente il risultato finale dipende anche dalle regolazioni effettuate dall’utilizzatore. Attraverso il menu rapido è possibile modificare rapidamente luminosità, contrasto, nitidezza, distanza di osservazione e attivare la modalità Forest, studiata per enfatizzare i bersagli più caldi all’interno della vegetazione.
Ho apprezzato soprattutto la rapidità con cui è possibile intervenire su questi parametri direttamente durante l’osservazione, senza interrompere l’azione. Dopo poche uscite diventa quasi naturale adattare l’immagine alle condizioni ambientali del momento.
PALETTE COLORE
Il PIXFRA PEGASUS 2 mette a disposizione sei differenti palette cromatiche: White Hot, Black Hot, Iron Red, Alarm, Green Hot e Sepia. Ognuna enfatizza in maniera diversa le differenze di temperatura e può risultare più o meno efficace a seconda dello scenario osservato.
Come accade praticamente con tutti i visori termici che utilizzo, anche in questo caso mi sono trovato a preferire la classica White Hot per gran parte delle osservazioni naturalistiche. È una modalità molto intuitiva, che permette di interpretare rapidamente la scena e distinguere facilmente gli animali dallo sfondo.
Ho utilizzato frequentemente anche la Iron Red, che personalmente considero una delle palette meno affaticanti durante lunghe sessioni di osservazione. L’enfasi cromatica rimane piacevole e consente comunque di percepire con facilità i dettagli termici.
Durante le prove di azzeramento al poligono, invece, ho preferito alternare la White Hot e la Black Hot. La definizione dell’immagine era talmente elevata da ricordarmi, per certi aspetti, quella di un moderno cannocchiale digitale Day & Night. In alcune condizioni sono riuscito a distinguere chiaramente il bersaglio anche senza ricorrere alle patch termiche, pur continuando a consigliarne l’impiego per ottenere sempre il massimo contrasto.
IMPOSTAZIONI DEL MENU
L’interfaccia del PEGASUS 2 è organizzata secondo una logica piuttosto intuitiva e, dopo pochi minuti di utilizzo, permette di raggiungere rapidamente tutte le principali funzioni.
PIXFRA ha previsto due differenti livelli di menu. Il menu rapido, richiamabile con una semplice pressione della rotella multifunzione, consente di modificare immediatamente luminosità, contrasto, nitidezza, palette colore, modalità Forest e distanza di osservazione. Il menu principale, invece, raccoglie tutte le impostazioni avanzate: profili di azzeramento, calcolatore balistico, configurazione del telemetro, Picture-in-Picture, Wi-Fi, registrazione automatica, FFC, correzione dei pixel difettosi, impostazioni del sistema e molte altre funzioni.
Nel complesso ho trovato la navigazione semplice, veloce e coerente. Dopo qualche uscita ero già in grado di modificare praticamente ogni parametro senza dover più consultare il manuale.
APPLICAZIONE PIXFRA
Il PEGASUS 2 può essere collegato allo smartphone tramite Wi-Fi utilizzando l’applicazione ufficiale Pixfra Outdoor. L’associazione richiede pochi minuti: al primo avvio è sufficiente impostare la password del collegamento wireless e successivamente lo smartphone si connette in maniera automatica.
L’app consente di visualizzare in tempo reale quanto osservato attraverso il cannocchiale, registrare immagini e filmati, consultare l’album interno ed effettuare alcune impostazioni direttamente dal telefono. Ho trovato questa funzione particolarmente utile durante le riprese naturalistiche, quando desideravo osservare comodamente dal treppiede senza dover rimanere continuamente con l’occhio appoggiato all’oculare.
AGGIORNAMENTO DEL FIRMWARE
PIXFRA permette di aggiornare il firmware del PEGASUS 2 sia manualmente, collegando il cannocchiale al computer, sia direttamente attraverso l’applicazione ufficiale, che verifica la disponibilità di nuove versioni software e ne semplifica l’installazione.
È una funzione che consiglio di controllare periodicamente, perché gli aggiornamenti possono introdurre nuove funzioni, migliorare la qualità dell’immagine oppure ottimizzare la stabilità generale del sistema.
FUNZIONE DEI PULSANTI
Uno degli aspetti che ho maggiormente apprezzato riguarda proprio l’ergonomia dei comandi. PIXFRA ha scelto di limitare il numero dei pulsanti fisici, affidando quasi tutte le operazioni a tre elementi facilmente individuabili anche al buio.
La ghiera laterale gestisce accensione, spegnimento e modalità Stand-by. La rotella multifunzione rappresenta invece il vero centro di controllo del cannocchiale: una pressione richiama il menu rapido, una pressione prolungata apre il menu principale, la doppia pressione esegue la calibrazione manuale del sensore (FFC), mentre la rotazione consente di modificare lo zoom digitale e navigare tra le varie impostazioni. Il pulsante superiore è dedicato principalmente al telemetro laser, ma mantenendolo premuto avvia anche la registrazione video. Infine, premendo contemporaneamente pulsante e rotella è possibile catturare rapidamente una fotografia.
Dopo poche ore di utilizzo la disposizione dei comandi diventa estremamente intuitiva e consente di operare praticamente senza mai distogliere lo sguardo dall’oculare, caratteristica che considero fondamentale durante l’osservazione della fauna o nelle fasi di tiro.
ALTRE IMPOSTAZIONI
Oltre alle funzioni principali già descritte, il PIXFRA PEGASUS 2 P650LRF mette a disposizione una serie di strumenti che ne aumentano ulteriormente la versatilità, sia durante l’osservazione naturalistica sia nell’impiego venatorio.
Tra quelli che utilizzo più frequentemente segnalo innanzitutto la modalità Picture-in-Picture (PIP), che visualizza nella parte superiore del display una finestra ingrandita contenente il reticolo di mira. In questo modo è possibile controllare con maggiore precisione il punto d’impatto senza rinunciare alla visione completa della scena circostante, una soluzione che continuo a ritenere molto pratica soprattutto durante il tiro.
È naturalmente presente anche la funzione Hot Spot Tracking, che individua automaticamente il punto più caldo dell’immagine, utile soprattutto quando si desidera localizzare rapidamente una sorgente termica all’interno della vegetazione o in ambienti particolarmente complessi.
Per quanto riguarda la registrazione, il PEGASUS 2 permette di acquisire fotografie, filmati e anche registrazioni audio, grazie al microfono integrato, memorizzando tutto nella memoria interna da 64 GB. Chi realizza contenuti video o desidera documentare le proprie osservazioni apprezzerà certamente questa possibilità, che evita di dover ricorrere a registratori esterni.
Il menu comprende inoltre diverse Scene Mode, studiate per adattare automaticamente l’elaborazione dell’immagine ai differenti ambienti operativi. Tra queste è presente anche la modalità Forest, che durante le mie prove si è dimostrata utile quando osservavo animali all’interno di vegetazione fitta, migliorando la separazione tra il bersaglio e lo sfondo. Naturalmente rimane sempre possibile intervenire manualmente su luminosità, contrasto e nitidezza per personalizzare ulteriormente la resa dell’immagine.
Non manca la possibilità di scegliere tra differenti modalità di calibrazione FFC del sensore (Automatica, Manuale e Semi-automatica), oltre alla funzione DPC (Defective Pixel Correction), che consente di correggere eventuali pixel anomali del sensore direttamente dal menu dello strumento.
Tra le altre impostazioni disponibili troviamo anche la gestione del Wi-Fi, l’album interno per la consultazione dei file registrati, la regolazione dello spegnimento automatico, la configurazione del telemetro laser, il calcolatore balistico e il ripristino delle impostazioni di fabbrica. Si tratta di un menu decisamente completo ma, al tempo stesso, ben organizzato, che dopo poche uscite risulta intuitivo anche per chi si avvicina per la prima volta a un cannocchiale termico di questo livello.
Una precisazione sul GPS: nel manuale e nella scheda tecnica del PIXFRA PEGASUS 2 P650LRF non è indicata la presenza di un ricevitore GPS integrato. Le funzioni di geolocalizzazione eventualmente disponibili sono demandate allo smartphone quando si utilizza l’app Pixfra Outdoor, non al cannocchiale stesso.
RAR (Recoil Activated Recording)
Tra le funzioni che meritano una menzione particolare vi è il sistema RAR (Recoil Activated Recording), progettato per registrare automaticamente ciò che accade immediatamente prima e dopo lo sparo.
Grazie al sensore di rinculo integrato, il PEGASUS 2 P650LRF mantiene infatti una registrazione continua in memoria temporanea. Nel momento in cui viene rilevato il rinculo dell’arma, il cannocchiale salva automaticamente un filmato comprendente 15 secondi precedenti allo sparo e i 15 secondi successivi, consentendo così di documentare l’intera sequenza dell’azione senza dover avviare manualmente la registrazione.
Si tratta di una funzione particolarmente utile sia per chi desidera conservare un ricordo delle proprie uscite, sia per analizzare successivamente il comportamento del selvatico dopo il tiro oppure verificare con maggiore attenzione la dinamica dell’azione.
I filmati vengono salvati nella memoria interna da 64 GB e possono essere trasferiti sullo smartphone tramite l’applicazione Pixfra Outdoor, così da poterli archiviare o condividere con estrema semplicità.
AZZERAMENTO
Come ormai accade sulla maggior parte dei moderni cannocchiali termici, anche il PIXFRA PEGASUS 2 P650LRF adotta un sistema di azzeramento completamente digitale. La procedura è intuitiva e, dopo il primo utilizzo, richiede davvero pochi minuti.
Dal menu principale è innanzitutto necessario creare o selezionare uno dei profili di azzeramento disponibili. Il PEGASUS 2 permette infatti di memorizzare fino a cinque differenti profili, ciascuno rinominabile dall’utilizzatore. Una soluzione molto pratica per chi utilizza più carabine oppure desidera salvare configurazioni dedicate a differenti munizioni o distanze di tiro.
Una volta scelto il profilo si accede al menu Zeroing, dove è possibile configurare numerosi parametri, tra cui il tipo di reticolo, il colore, la trasparenza e la distanza di azzeramento. Il software consente inoltre di memorizzare differenti distanze operative, aggiungendone o eliminandone secondo le proprie esigenze.
La procedura vera e propria è quella ormai adottata dalla maggior parte dei cannocchiali termici di ultima generazione. Dopo aver sparato il primo colpo sul bersaglio, è sufficiente attivare la funzione Freeze, che blocca l’immagine sul display. A questo punto, mantenendo perfettamente immobile la carabina, si sposta digitalmente il reticolo fino a farlo coincidere con il foro prodotto dal proiettile. Confermata la regolazione, il cannocchiale memorizza automaticamente il nuovo punto di impatto. È un sistema preciso, veloce e che riduce sensibilmente il numero di colpi necessari rispetto ai tradizionali sistemi meccanici.
Nel mio caso ho preferito effettuare direttamente l’azzeramento a 100 metri, distanza che utilizzo abitualmente con la TIKKA T3x TAC A1 in calibro .223 Remington. Grazie all’elevata definizione dell’immagine e alla buona qualità del display OLED, l’operazione si è rivelata piuttosto semplice. Anzi, durante le prove al poligono la nitidezza dell’immagine era tale che, in alcune condizioni di luce, sarei probabilmente riuscito a distinguere il punto d’impatto anche senza utilizzare le patch termiche fornite in dotazione, pur continuando a consigliarne l’impiego per ottenere sempre il massimo contrasto.

RETICOLI E CALCOLO BALISTICO
Uno degli aspetti che ho maggiormente apprezzato del PEGASUS 2 riguarda la notevole possibilità di personalizzazione del sistema di puntamento.
Il menu mette infatti a disposizione diversi tipi di reticolo, tra i quali ciascun utilizzatore può scegliere quello più adatto al proprio stile di tiro. Oltre alla forma, è possibile modificarne anche il colore e il livello di trasparenza, così da adattarlo sia alla palette termica utilizzata sia alle condizioni ambientali.
Nel corso delle prove ho preferito utilizzare il reticolo GIALLO (citato nel menu come verde) durante le sessioni diurne, perché offre un contrasto molto evidente sulle palette più chiare, mentre nelle prove notturne mi sono trovato meglio con la tonalità rossa, risultata meno invasiva e più rilassante durante lunghe osservazioni.
Come accennato nel capitolo precedente, il cannocchiale consente inoltre di salvare cinque differenti profili di azzeramento, caratteristica particolarmente utile per chi utilizza più armi oppure diverse cartucce sulla stessa carabina. Ogni profilo può essere rinominato e richiamato rapidamente direttamente dal menu.
Per gli utilizzatori più esigenti è disponibile anche il calcolatore balistico, che sfrutta le informazioni provenienti dal telemetro laser per calcolare automaticamente il punto di mira corretto.

Il menu permette di inserire numerosi parametri della propria combinazione arma-munizione, tra cui:
- profilo di azzeramento;
- distanza di azzeramento;
- coefficiente balistico (BC);
- peso del proiettile;
- velocità iniziale alla volata;
- altezza della linea di mira rispetto all’asse della canna;
- quota sul livello del mare;
- temperatura ambiente;
- pressione atmosferica;
- umidità relativa.
Una volta completata questa configurazione, il PEGASUS 2 è in grado di elaborare automaticamente la compensazione balistica utilizzando la distanza misurata dal telemetro laser integrato. Si tratta di una funzione decisamente evoluta, normalmente presente su strumenti appartenenti a una fascia di prezzo superiore, che potrà rivelarsi particolarmente interessante per chi pratica il tiro a distanze medio-lunghe.
Mi chiamo Piergiovanni Salimbeni e sono un giornalista indipendente, iscritto all’Ordine Professionale dei Giornalisti della Lombardia. Dal 1997 collaboro con riviste e testate nazionali e da oltre vent’anni mi occupo di test strumentali e ottiche.
Nel corso degli anni mi sono specializzato nelle prove sul campo di visori notturni, digitali e termici, dopo aver iniziato la mia attività con telescopi astronomici e ottiche naturalistiche. Ho curato uno speciale sulla visione notturna per CacciaMagazine e sono il fondatore di Binomania.it, sito dedicato al mondo dell’ottica sportiva e naturalistica.
Ho creato TermiciNotturni.it per raccogliere in un unico spazio le mie esperienze e le recensioni dedicate esclusivamente ai dispositivi per la visione notturna e termica.












