PREMESSA
Inauguro le recensioni del 2026 con il test pratico sul campo di un monocolo termico di nuova concezione. Si tratta dell’HIKMICRO LYNX 3.0.
Per la precisione, il modello LH 35 3.0, il cui prezzo suggerito è di circa 1.350 €. Mi è stato fornito, come sempre, dal distributore italiano Origin STB. All’interno della recensione troverete non solo le sue caratteristiche tecniche, ma anche le mie impressioni pratiche sul campo e, ovviamente, i pregi e i difetti. Buona lettura e buona visione.
STORIA
La Hangzhou HIKMICRO Sensing Technology Co., Ltd., nota semplicemente come “HIKMICRO”, è una rinomata azienda del settore che ha iniziato a investire nella progettazione di termocamere nel 2008. Nel 2010 ha introdotto sul mercato la prima telecamera termica destinata alla sorveglianza. Attualmente l’azienda conta oltre 600 dipendenti e vanta il possesso di quasi 100 brevetti. Dispone di varie filiali internazionali ed è specializzata nello sviluppo e nella produzione di rilevatori termici, core, moduli, termocamere e software di gestione.
Questi prodotti sono progettati per soddisfare le esigenze sia del settore civile sia di quello professionale. Con una reputazione così solida e una vasta gamma di prodotti innovativi, è evidente che HIKMICRO si posizioni come una delle aziende leader del settore. Il distributore italiano dei prodotti HIKMICRO è Origin STB.
MODELLI DISPONIBILI – GAMMA HIKMICRO LYNX 3.0
La serie HIKMICRO LYNX 3.0 è composta da sei modelli pensati per scenari di utilizzo differenti, che spaziano dall’osservazione in ambienti boschivi a quella in campo aperto. Si parte dai modelli LE10 3.0 e LE15 3.0, dotati di sensore da 256 × 192 pixel con pixel pitch da 12 µm e NETD inferiore a 20 mK, rispettivamente con obiettivi da 9,7 mm e 15 mm F/1.0, ideali per osservazioni a corto e medio raggio, con autonomie dichiarate fino a 5,5 ore.
Salendo di livello troviamo il LH15 3.0, che introduce un sensore da 320 × 240 pixel con NETD inferiore a 18 mK e lente da 15 mm F/1.0, mantenendo una buona versatilità tra bosco e campo. I modelli LH19 3.0 e LH25 3.0 adottano invece il sensore da 384 × 288 pixel con NETD inferiore a 15 mK e obiettivi rispettivamente da 19 mm e 25 mm F/1.0, offrendo un equilibrio ottimale tra campo visivo, ingrandimento e capacità di identificazione, con distanze di rilevamento che arrivano fino a 900 e 1200 metri.
Al vertice della gamma si colloca il LH35 3.0, oggetto di questa recensione, anch’esso dotato di sensore da 384 × 288 pixel e NETD < 15 mK, ma con obiettivo da 35 mm F/1.0, che consente un ingrandimento nativo di 3,4× e una distanza di rilevamento dichiarata fino a 1800 metri, risultando il più indicato per l’osservazione a medio-lungo raggio in ambienti aperti. Tutti i modelli condividono zoom digitale 8× e un’autonomia compresa tra 4,5 e 5,5 ore a seconda della versione.
DOTAZIONE DI SERIE
Come penso avrete visto nello short che ho pubblicato la settimana scorsa, la dotazione è minima ma essenziale. All’interno della scatola troverete, oltre al monocolo termico, un caricabatterie a due vani, il cavo micro USB, due batterie ricaricabili 18650, l’immancabile panno per la pulizia delle ottiche, un manuale rapido multifunzioni e alcuni tagliandi riguardanti l’estensione della garanzia, l’utilizzo dell’applicazione per smartphone e altro ancora.
MECCANICA E SISTEMA DI MESSA A FUOCO
Questo monocolo propone una linea molto affusolata, è leggerissimo, soltanto 354 g con la batteria; tuttavia è ben impermeabilizzato, garantito infatti di grado IP67. Le dimensioni sono estremamente compatte: circa 170 mm per 50 × 50 mm. La sua forma affusolata, come anticipato, consente l’utilizzo sia ai destrimani sia ai mancini senza particolari problemi.

L’elettronica è protetta da un robusto scafo che mi pare essere composto da polimero caricato con fibra di vetro rinforzato. È di colore nero e in alcuni punti è zigrinato per favorire il grip. Nella parte inferiore dello scafo è presente una filettatura con passo da un quarto per il collegamento con i treppiedi fotografici ed è inoltre presente una piccola asola, molto probabilmente per inserire un cordino e sostenerlo durante l’utilizzo.
Nella parte laterale sinistra, invece, protetta da un classico tappo in silicone, è presente la porta USB-C, mentre sul lato destro si trova un ottimo coperchio impermeabilizzato, dotato di pulsante di sicurezza con leva evidente in rilievo, che consente di cambiare rapidamente la batteria 18650.

Per quanto riguarda il reparto pulsanti, sono presenti quattro pulsanti con forme diverse: il primo, quello di accensione, spegnimento e stand-by, ha anche un’icona rossa. I tasti freccia hanno forme simili, mentre il tasto menu appare più ampio. Questo consente l’utilizzo in piena oscurità senza essere obbligati a guardare i pulsanti; devo confermare che nel giro di poco tempo è possibile comprendere quale pulsante si sta premendo, senza combinare particolari guai durante l’utilizzo.
Per quanto riguarda il sistema di messa a fuoco, è presente un’ampia ghiera zigrinata che avvolge totalmente la campana dell’obiettivo. La messa a fuoco minima che ho verificato è pari a circa un metro e da questa distanza è possibile raggiungere l’infinito con poco più di mezzo giro. È presente inoltre la regolazione diottrica, sempre a ghiera, nei pressi dell’oculare, meno spessa rispetto alla ghiera della messa a fuoco ma anch’essa zigrinata e con le stesse caratteristiche. In questo caso i movimenti sono meno fluidi per evitare correzioni accidentali.
OTTICA
L’obiettivo di questo monocolo termico ha un diametro di 30 mm e un’apertura focale pari a F/1. È composto, come da prassi, da germanio ed è ottimizzato con un rivestimento specifico. L’obiettivo è incassato soltanto di pochi millimetri all’interno dello scafo, quindi personalmente ritengo si debba fare attenzione qualora lo si posi su superfici irregolari senza il tappo inserito. Quest’ultimo è composto da gomma ed è fissato direttamente allo scafo ottico: si inserisce con una semplice pressione e, nel corso dell’utilizzo, non si è mai tolto accidentalmente.

OCULARE E DISPLAY
L’oculare inquadra un display di ultima generazione AMOLED da 0,49 pollici, che fornisce un’ottima risoluzione per la sua fascia di prezzo, pari a 1920 × 1080 pixel. L’ingrandimento concesso è pari a 3,4× a livello nativo, che diventano 27,2× usufruendo dello zoom digitale 8×. Consiglio l’utilizzo, sopra i 10×, di un treppiede fotografico per sfruttare al meglio questo ingrandimento elevato.
Le immagini sono nitide ed è possibile regolare la luminosità e il contrasto, oltre alle palette, per un comfort visivo ottimale. La regolazione diottrica è compresa tra -5 e +3 diottrie, l’estrazione pupillare è di 20 mm, mentre la pupilla di uscita dichiarata è di 6 mm. Il campo visivo, in concerto con il sensore, è pari a 7,5° × 4,6°, ossia 13,1 m × 8 m a 100 m.

SENSORE
In questo caso HIKMICRO ha optato per un sensore a ossido di vanadio, quindi un VOx ovviamente non raffreddato. La sua risoluzione massima è di 384 × 288 pixel, con un frame rate di 50 Hz e un pixel pitch di 12 micrometri. La banda spettrale è compresa tra 8 e 14 µm. Il valore di NETD è inferiore a 15 millikelvin, sempre alla temperatura di 25 °C con apertura focale F/1.
PALETTE COLORE
Il monocolo HIKMICRO consente di gestire varie tavolozze di colore.
Bianco caldo, che mostra le parti calde di colore chiaro; nero caldo, dove la parte calda è visualizzata di colore scuro; fusione, che presenta un mix di colori giallo, rosso, rosa e viola in base al variare della temperatura; rosso intenso, che è quello che si dovrebbe prediligere per evitare il restringimento della pupilla, dove la parte calda è visualizzata in rosso. Vi ricordo infatti che la nostra retina è meno sensibile a questo colore.
È presente anche il monocromatico rosso, dove l’intera immagine è visualizzata in rosso: maggiore sarà la temperatura, tanto più chiaro sarà il colore. Infine troviamo il monocromatico verde, che aumenta la percezione del contrasto per i nostri occhi e, anche in questo caso, quanto maggiore sarà la temperatura tanto più chiaro sarà il colore.
APP HIKMICRO X-SIGHT
Come sempre, per utilizzare il visore termico in concerto con tablet e smartphone è necessario scaricare l’applicazione HIKMICRO X-Sight, disponibile sia su App Store per iOS sia su Google Play per Android. In alternativa è possibile scansionare il codice QR presente nella confezione.
Una volta completata l’installazione, si dovrà entrare nel menu dello smartphone e selezionare l’hotspot a 5 GHz o 2,4 GHz, inserire il nome dell’hotspot che è composto da “HIKMICRO” più il numero di serie e la password. Successivamente si dovrà aprire l’applicazione e confermare la connessione tramite il codice PIN presente sul dispositivo.
Dal punto di vista pratico il collegamento si è dimostrato stabile e anche il cambio delle impostazioni tramite smartphone è quasi immediato sul visore termico. Tramite l’applicazione è inoltre possibile riprodurre i video, registrare, salvare immagini e modificare le impostazioni principali. Spesso, viste le temperature rigide, ho lasciato il visore montato sul treppiede fuori dall’autovettura, impostando dall’interno dell’auto le configurazioni che mi interessavano in quel frangente.
AGGIORNAMENTO FIRMWARE
La verifica della presenza di aggiornamenti avviene tramite il collegamento tra il visore termico e l’applicazione. Se non viene segnalata alcuna richiesta di aggiornamento significa che la versione del firmware installata nel monocolo è la più recente.
È possibile aggiornare il dispositivo in due modalità. La prima avviene attraverso l’applicazione HIKMICRO, accedendo al menu di aggiornamento firmware. La seconda modalità prevede il collegamento diretto del visore termico a un personal computer: bisognerà scaricare il pacchetto di aggiornamento disponibile sul sito ufficiale, collegare il monocolo tramite cavo USB e copiarne il file di aggiornamento nella directory principale del dispositivo. Dopo averlo scollegato, sarà sufficiente riavviarlo e il monocolo si aggiornerà automaticamente.
MEMORIA
Per questo prodotto, tra i più economici della gamma HIKMICRO, è stata utilizzata una memoria interna da 64 GB, un ottimo valore che è paragonabile a quello di prodotti decisamente più costosi. Vista l’ottima compressione delle immagini e dei video, vi confermo che è possibile salvare migliaia di immagini e centinaia di riprese video.

BATTERIA
HIKMICRO dichiara una durata della batteria, con una temperatura esterna di 24 °C, pari a circa 4,5 ore. Personalmente, avendolo utilizzato durante il mese di gennaio con temperature invernali serali inferiori ai -7 °C, sono stato in grado di utilizzare questo monocolo per circa tre ore e mezzo. Vi confermo però che avevo sempre il Wi-Fi acceso per comandarlo anche attraverso l’applicazione e che raramente ho utilizzato la funzione stand-by. Direi quindi che la media dichiarata di utilizzo invernale, pari a quattro ore, è senz’altro consona.
Occorre inoltre considerare la rapidità di cambio della batteria grazie all’ottimo coperchio. In questo caso potrete avere circa otto ore medie di autonomia, ma anche di più, in quanto le batterie 18650 sono universali e facilmente reperibili. La batteria, inoltre, la prima volta va ricaricata per più di quattro ore.
UTILIZZO DEI PULSANTI
Come anticipato nella premessa, questo visore termico è dotato di quattro pulsanti. Il pulsante di accensione e spegnimento regola anche l’attivazione e la disattivazione rapida: devo confermare che, per essere un prodotto entry level, è veramente rapida sia la disattivazione sia la riattivazione.
Il pulsante freccia in su, se premuto rapidamente, consente di acquisire una fotografia; se invece viene premuto per qualche istante fa partire la registrazione video. Il pulsante menu cambia le palette quando viene premuto brevemente, mentre se premuto per qualche istante consente l’accesso al menu e, quando ci si trova all’interno del menu, permette di confermare le selezioni. Il pulsante freccia in giù provvede invece anche alla calibrazione della scena.

FUNZIONI DISPONIBILI
Il menu è il classico a cui ci ha abituato HIKMICRO. È sufficiente premere per qualche istante il pulsante centrale per poter regolare luminosità, contrasto, nitidezza e il tono freddo o caldo, per poi passare alle impostazioni avanzate. Le impostazioni avanzate sono paragonabili a quelle di prodotti di fascia superiore.
Abbiamo la cartella album, dove poter gestire i file per data; inoltre gli album sono creati automaticamente e denominati in automatico per anno e mese, e le immagini e i video locali di un determinato mese e giorno vengono memorizzati nell’album corrispondente. È possibile visionare e cancellare foto e immagini direttamente dall’applicazione.
È presente la possibilità di attivare e disattivare la rete Wi-Fi, l’attivazione e la disattivazione del sistema Picture in Picture, la misurazione in metri o in yard e la possibilità di optare per la personalizzazione delle palette, ossia scegliere quali mostrare. C’è poi la modalità scena, che si interpone con la modalità di rilevamento, la possibilità di registrare l’audio, lo spegnimento automatico dello schermo e la traccia del calore: in questo caso il visore termico traccia con un piccolo quadrato il soggetto più caldo della scena.
È possibile attivare l’OSD con ora e data, visualizzare il logo del brand, selezionare la connessione USB come unità flash o come dispositivo digitale, regolare il sistema di compensazione dello scostamento del display, attivare o disattivare la prevenzione delle bruciature, scegliere la lingua tra varie disponibili e selezionare lo stile dello schermo, tondo o quadrato.
Sono inoltre presenti la regolazione dell’ora, quindi formato AM/PM o classico, la regolazione della data, il cambio rapido tra metri e yard, lo spegnimento automatico con opzioni a 15, 30 e 45 minuti, l’accesso da remoto con attivazione o disattivazione, il sistema di ripristino, il codice di accesso e la versione firmware che, nel mio caso, era la V6.0.4 Build 2025-11-04. La finestra della versione mostra anche la capacità della memoria, quindi quando è piena o quando è vuota.
TELEMETRO STADIAMETRICO
Questo è un monocolo termico e non è dotato di un classico telemetro integrato, ma è possibile calcolare con discreta precisione la distanza attraverso il sistema stadiametrico. È raccomandabile, per ottenere una stima più accurata, tenere saldamente il monocolo e, se possibile, fissarlo su un treppiede fotografico.
Quando si accede al menu di configurazione delle stime, si potranno scegliere vari tipi di bersaglio, dal lupo grigio all’orso bruno, al cervo, fino a un profilo personalizzato. Si dovrà quindi selezionare l’altezza del bersaglio: le altezze disponibili sono comprese tra 0,1 e 9 metri. A questo punto si dovrà allineare il centro del contrassegno superiore con il bordo della parte superiore del soggetto inquadrato e confermare. In seguito, nella parte superiore destra dell’immagine verranno mostrate la distanza misurata e l’altezza del bersaglio.
Non è immediato come un telemetro laser, tuttavia con un po’ di pratica è senz’altro sfruttabile nell’utilizzo pratico sul campo. Un’altra importante funzione, davvero pregevole in uno strumento di questa fascia di prezzo, è la possibilità di trasferire la trasmissione video dallo schermo al personal computer tramite il lettore multimediale in streaming basato sul protocollo UVC.
In questo caso si dovrà premere il pulsante menu, accedere alle impostazioni avanzate, selezionare la modalità UVC digitale e tenere premuto per salvare le impostazioni e uscire. A questo punto, aprendo un lettore compatibile con il protocollo UVC, si potrà collegare il dispositivo al personal computer e visualizzare lo streaming video in tempo reale.

IMPRESSIONI PRATICHE SUL CAMPO
Durante i primi giorni del mese di gennaio ho cercato di uscire alla ricerca di animali. Il meteo era abbastanza avverso, giacché a causa delle basse temperature gli animali non stavano scendendo nei prati; ho faticato infatti non poco a trovare caprioli, cinghiali e cervi. Fortunatamente, dopo la seconda sera di uscite invano, sfidando temperature prossime ai -8 / -10 °C, sono riuscito a individuare, sopra il Lago Maggiore in località Dumenza, una volpe situata a circa 100 metri di distanza che passeggiava all’interno di un prato.
Devo confermare che una particolarità di tutti i prodotti HIKMICRO è la loro capacità di fornire, con le impostazioni standard, immagini nitide e con un alto contrasto. Sta di fatto che fino a soltanto un lustro fa era praticamente impossibile ottenere immagini così dettagliate e contrastate in questa fascia di prezzo.
Nei giorni successivi sono poi riuscito a scovare alcuni caprioli e alcuni cervi all’interno dei prati che costellano la mia zona in Valganna. In questo frangente ho quindi potuto sfruttare con maggiore calma le palette colore, il sistema Picture in Picture e lo zoom. Posso confermare che l’intelligenza artificiale dell’algoritmo è in grado di fornire immagini con una bassa pixelizzazione, seppur il sensore non sia tra i più risolventi; anzi, è praticamente un quarto della grandezza dei top di gamma attuali.

Le immagini le ritengo nitide fino a circa 10×; successivamente è ovvio che, per il diametro dell’obiettivo da 35 mm e per la risoluzione del sensore, non si possono pretendere miracoli. È in grado però di fornire un dettaglio che definirei ottimale fino a circa 100–130 metri; oltre questa distanza si sente ovviamente la mancanza di un sensore da 640 pixel.
Ottimo il sistema HSS (Shutterless), che consente di continuare a osservare la scena anche durante la calibrazione: questo permette di non perdere il passaggio di animali in rapido movimento. È una funzione utile soprattutto per gli ornitologi che magari studiano volatili nascosti in parte tra la ramaglia invernale, perché in questi casi la perdita dell’immagine o il cosiddetto “freeze” può davvero rovinare una giornata di lavoro.
Altre caratteristiche interessanti sono date dal sistema Hot Tracking, che è veramente molto rapido. Ho provato a osservare lungo una strada statale le automobili e devo dire che il sistema le inseguiva e le agganciava in modo paragonabile a prodotti dal prezzo anche doppio.
PREGI E DIFETTI
PREGI
Tra i pregi cito senz’altro l’ottimo rapporto prezzo/prestazioni, un obiettivo luminoso con apertura F/1, un software di gestione delle immagini che già in modalità standard risulta molto soddisfacente e le numerose impostazioni disponibili, compresa la registrazione dell’audio che fino a poco tempo fa era appannaggio di prodotti di fascia superiore.
Dal punto di vista ergonomico è ottimo: si impugna bene anche con i guanti invernali e i pulsanti si gestiscono molto agevolmente. Positiva anche la presenza di batterie ricaricabili di facile reperibilità, oltre alle funzioni HSS Image Pro e Zoom Pro.
DIFETTI
Non è ovviamente risolvente come un visore termico con lo stesso diametro dell’obiettivo ma dotato di un sensore da 640 pixel; in ogni modo, grazie al suo campo visivo ampio, si presta molto bene alla ripresa di soggetti in rapido movimento e a fornire una scena sufficientemente panoramica di ciò che ci circonda

IN SINTESI
Il HIKMICRO LYNX 3.0 LH35 si è dimostrato, durante l’utilizzo pratico sul campo, un monocolo termico equilibrato e ben progettato, capace di offrire prestazioni convincenti in relazione alla sua fascia di prezzo. Nonostante il sensore da 384 × 288 pixel non possa competere con i top di gamma da 640 pixel, l’ottimizzazione dell’algoritmo, l’elevato contrasto dell’immagine e la qualità del display AMOLED consentono un’osservazione efficace e appagante fino a distanze medio-brevi, con un dettaglio che ritengo ottimale fino a circa 100–130 metri. La gestione del rumore, la bassa pixelizzazione, il sistema HSS shutterless e l’Hot Tracking rendono l’esperienza d’uso fluida anche su soggetti in movimento. A ciò si aggiungono un’ottima ergonomia, un software completo, la registrazione audio, l’utilizzo di batterie 18650 facilmente reperibili e un rapporto prezzo/prestazioni che, ad oggi, risulta tra i più interessanti della categoria. In conclusione, il LYNX 3.0 LH35 è un monocolo termico solido, moderno e concreto, particolarmente indicato per chi cerca uno strumento affidabile per l’osservazione naturalistica e faunistica senza dover affrontare i costi dei modelli di fascia alta.
PREZZO
Il monocolo termico Hikmicro LH 35 3.0 costa -nel mese di gennaio del 2026 – circa 1350 euro IVA INCLUSA
RINGRAZIAMENTI
Ringrazio Mauro Spozio di Origin STB, per aver fornito l’esemplare oggetto di questo test e per avermi consentito di riportare le mie impressioni in modo imparziale, senza alcuna forzatura.
DISCLAIMER
“Termicienotturni.it” è un progetto editoriale di Piergiovanni Salimbeni – Giornalista Indipendente. I prodotti testati non sono in vendita e vengono restituiti dopo la visione; non percepisco inoltre alcuna percentuale sull’eventuale vendita del modello recensito.
Il distributore italiano di questo prodotto, Origin STB, ha inviato il prodotto in visione lasciandomi completamente libero di riportare le mie impressioni in modo imparziale, come è dovere di ogni giornalista.
Mi chiamo Piergiovanni Salimbeni, sono un giornalista indipendente iscritto all’Ordine Professionale dei Giornalisti della Lombardia.
Sono nato il 17 Febbraio del 1975 e nel 1997 ho iniziato le mie prime collaborazioni editoriali con alcuni mensili nazionali. Mi sono laureato presso l’Università Statale di Milano con una tesi riguardante i danni da inquinamento elettromagnetico e le antenne di Radio Vaticana. Da quasi venti anni mi occupo di test strumentali, ho iniziato con i telescopi astronomici, per poi specializzarmi nelle ottiche naturalistiche. Nel 2012 ho inaugurato le prime recensioni riguardanti i prodotti per la visione notturna. Mi sono specializzato nell’utilizzo dei visori notturni optoelettronici per poi passare ad analizzare i primi visori digitali notturni e i prodotti per la visione termica. Dopo aver curato lo speciale Visione Notturna per la rivista CacciaMagazine e aver creato il gruppo Facebook “Visori termici, visori notturni e fototrappolaggio” ho deciso di lavorare a questo nuovo progetto editoriale per separare questo genere di recensioni dal mio sito www.binomania.it dedicato ai binocoli, agli spotting scope e ai telescopi astronomici.




