PIXFRA CETUS C650: recensione e prova sul campo

PREMESSA

Dopo aver avuto l’opportunità di testare, lo scorso luglio, il cannocchiale termico PIXFRA PEGASUS 2 P650LRF, ero particolarmente curioso di approfondire la conoscenza della gamma di prodotti proposta da questa azienda, per valutarne ulteriormente le caratteristiche tecniche e le prestazioni sul campo.

Per questo motivo ho accolto con piacere la proposta del distributore italiano Paganini, che mi ha gentilmente inviato un esemplare del nuovo PIXFRA CETUS PFI-C650, disponibile a un prezzo Euro 2.169 iva inclusa (Ottobre 2026).

Come di consueto, non mi sono limitato ad analizzarne le specifiche tecniche, ma ho cercato di verificarne concretamente le potenzialità in differenti condizioni di utilizzo. Ho quindi impiegato il CETUS sia come un normale monocolo termico, durante alcune osservazioni della fauna selvatica, sia nella sua destinazione d’uso principale, mettendolo alla prova al poligono di tiro per valutarne le prestazioni balistiche, le procedure di azzeramento e il comportamento durante le sessioni di tiro.

In questo articolo, accompagnato dalla videorecensione, vi illustrerò le sue caratteristiche principali, le mie impressioni e i risultati ottenuti durante le prove pratiche.

PIXFRA: IL MARCHIO

Fondata nel 2015 a Hangzhou, in Cina, PIXFRA è un’azienda che ha concentrato la propria attività sullo sviluppo di tecnologie per la visione termica. Pur essendo un marchio relativamente giovane, ha saputo ampliare progressivamente la propria presenza sul mercato internazionale, proponendo una gamma di dispositivi che cerca di coniugare prestazioni, innovazione tecnologica e accessibilità economica.

Uno degli aspetti che caratterizzano la filosofia progettuale di PIXFRA è l’attenzione dedicata all’intera catena di acquisizione e visualizzazione dell’immagine termica. L’impiego di sensori ad alta risoluzione, obiettivi particolarmente luminosi e sistemi proprietari di elaborazione digitale mira infatti a migliorare la capacità di individuare e distinguere i soggetti anche nelle situazioni ambientali meno favorevoli, come durante le osservazioni in presenza di elevata umidità, foschia o ridotte differenze di temperatura tra gli elementi della scena.

Nel corso degli anni, il catalogo si è arricchito di diverse tipologie di strumenti, dai monoculari portatili ai dispositivi clip-on, sino ai cannocchiali termici progettati per l’impiego sulle armi. Si tratta di soluzioni destinate a un pubblico piuttosto eterogeneo, che comprende appassionati di osservazione naturalistica, cacciatori, operatori impegnati nel monitoraggio faunistico e professionisti del settore della sicurezza.

La progressiva diffusione del marchio anche sul mercato europeo testimonia l’interesse verso una proposta commerciale che punta a rendere disponibili tecnologie termiche evolute senza necessariamente collocarsi nei segmenti economicamente più impegnativi.

IL DISTRIBUTORE ITALIANO: PAGANINI

La distribuzione dei prodotti PIXFRA sul territorio italiano è affidata a Paganini, un’azienda torinese che rappresenta una delle realtà storiche del panorama armiero e venatorio nazionale. Desidero ringraziarla per la disponibilità e per avermi concesso l’opportunità di mettere alla prova il PIXFRA CETUS PFI-C650, protagonista di questa recensione.

Le origini di Paganini risalgono addirittura al 1867, quando l’attività prese avvio a Torino come negozio specializzato nella vendita di armi e relativi accessori. Da allora sono trascorsi oltre 150 anni, durante i quali l’azienda ha attraversato numerose trasformazioni, adattando progressivamente la propria organizzazione alle esigenze di un mercato sempre più articolato e tecnologicamente avanzato.

L’attività attuale è incentrata sulla distribuzione di marchi internazionali rivolti agli appassionati di caccia, tiro sportivo, ottica e attrezzature specialistiche. Tra i nomi presenti nel suo catalogo figurano Remington, Diana, Leupold, Lee, Lyman e Forster, ai quali si affianca PIXFRA con i suoi dispositivi dedicati alla visione termica.

L’esperienza accumulata in oltre un secolo e mezzo di attività, unita alla conoscenza del mercato italiano e alla collaborazione con una rete di rivenditori specializzati, consente a Paganini di svolgere un ruolo di collegamento tra i produttori internazionali e gli utilizzatori finali, offrendo un riferimento nazionale per la commercializzazione e il supporto dei prodotti distribuiti.

MODELLI DISPONIBILI

La serie PIXFRA CETUS comprende attualmente quattro cannocchiali termici, progettati sulla medesima piattaforma ma differenziati principalmente per la risoluzione del sensore, la focale dell’obiettivo e, conseguentemente, il campo visivo e la distanza massima di rilevamento dichiarata.

Il modello di ingresso è il CETUS PFI-C225, dotato di un sensore da 256×192 pixel, con passo di 12 µm e sensibilità termica NETD ≤18 mK. Utilizza un obiettivo da 25 mm aperto a F/1.0, offre un ingrandimento nativo di 3,5× e una distanza di rilevamento dichiarata di 1.300 metri. È inoltre l’unico della serie a impiegare un display OLED da 0,32 pollici con risoluzione di 800×600 pixel.

Salendo di categoria troviamo il CETUS PFI-C335, che adotta un sensore da 384×288 pixel con sensibilità NETD ≤15 mK e un obiettivo da 35 mm F/1.0. L’ingrandimento di base raggiunge 4,1×, mentre la distanza di rilevamento dichiarata aumenta a 1.800 metri. Questo modello beneficia anche del display OLED da 0,5 pollici con risoluzione di 1600×1200 pixel, utilizzato nelle versioni superiori.

Il CETUS PFI-C635 rappresenta invece il primo modello della gamma a utilizzare un sensore da 640×512 pixel, sempre con passo di 12 µm e sensibilità NETD ≤15 mK. L’obiettivo da 35 mm F/1.0 permette di ottenere un campo visivo piuttosto ampio, pari a 21,9 metri a 100 metri di distanza, con un ingrandimento nativo di 2,5×. La distanza massima di rilevamento dichiarata raggiunge i 2.300 metri. Questa configurazione appare particolarmente interessante per chi privilegia un’ampia porzione di territorio inquadrato.

Al vertice della serie troviamo infine il CETUS PFI-C650, protagonista di questa recensione. Mantiene il sensore da 640×512 pixel e la sensibilità NETD ≤15 mK del modello precedente, ma utilizza un obiettivo da 50 mm F/1.0. L’ingrandimento nativo sale quindi a 3,6×, mentre il campo visivo si riduce a 15,4 metri a 100 metri. Secondo i dati forniti dal produttore, la distanza massima di rilevamento raggiunge i 2.600 metri, il valore più elevato dell’intera gamma.

Tutti e quattro i modelli condividono numerose caratteristiche, tra cui il sistema proprietario di elaborazione delle immagini PIPS 3.0, lo zoom digitale fino a 8×, la memoria interna da 64 GB, la connettività Wi-Fi, la registrazione di fotografie e video e l’alimentazione tramite batteria 18650 sostituibile. Sono inoltre dotati di protezione IP67 e di diverse funzioni dedicate alla personalizzazione dei reticoli e alle procedure di azzeramento.

PIXFRA CETUS C650 in mano a Salimbeni
Da notare la sua compattezza

La scelta tra le diverse versioni dipende quindi soprattutto dalle esigenze operative. Il C635 privilegia l’ampiezza del campo inquadrato, mentre il C650, grazie alla focale superiore, offre un maggiore ingrandimento nativo e una distanza di rilevamento dichiarata più elevata. È proprio quest’ultima configurazione che ho avuto modo di approfondire durante le mie prove pratiche.

ACCESSORI IN DOTAZIONE

La dotazione di accessori prevista per il PIXFRA CETUS è piuttosto completa. All’interno della confezione, oltre al cannocchiale termico, sono presenti una custodia per il trasporto, due batterie ricaricabili, un caricabatterie dedicato e un cavo USB Type-C.

Per il montaggio sull’arma viene fornita una slitta di fissaggio, accompagnata da quattro viti e dalla relativa chiave per il serraggio. Si tratta di una soluzione che consente di disporre degli elementi necessari per l’installazione senza dover acquistare separatamente una base dedicata.

Sono inoltre inclusi cinque adesivi riscaldanti, utili durante le operazioni di azzeramento per ottenere punti di riferimento termicamente riconoscibili sul bersaglio, e un panno per la pulizia delle superfici ottiche.

La documentazione cartacea comprende infine una guida rapida, le informazioni legali e normative, la scheda di garanzia e una carta di ringraziamento.

Nel complesso, si tratta di una dotazione che permette di iniziare a utilizzare lo strumento senza dover ricorrere immediatamente all’acquisto di ulteriori accessori.

SISTEMA DI MONTAGGIO SULLA CARABINA

Per questa prova ho deciso di utilizzare una carabina differente rispetto a quella impiegata durante la recensione del PIXFRA PEGASUS 2. Al posto della più pesante e ingombrante TIKKA T3x TAC A1, ho infatti preferito montare il CETUS PFI-C650 sulla mia Savage 110 High Country, una carabina più leggera e maggiormente orientata all’impiego venatorio.

Come anticipato nel paragrafo dedicato agli accessori, la confezione comprende una slitta di fissaggio che consente di installare il cannocchiale sulla carabina.

Un aspetto che ritengo interessante è il peso complessivo del sistema di puntamento. Il CETUS C650 pesa, secondo i dati dichiarati dal produttore, circa 590 grammi, mentre nella configurazione utilizzata per la prova, comprensiva del sistema di montaggio, raggiunge indicativamente i 795 grammi ( cannocchiale + batteria + slitta + viti).

Non si tratta di un valore particolarmente elevato, soprattutto considerando che alcuni cannocchiali ottici tradizionali destinati all’impiego crepuscolare possono raggiungere pesi analoghi. A titolo di esempio, il recente Swarovski Z6i 4-24×56 P BT, dotato di un obiettivo da 56 mm, pesa circa 735 grammi, ai quali occorre eventualmente aggiungere il peso degli anelli di montaggio. Naturalmente, si tratta di strumenti basati su tecnologie differenti, ma il confronto permette di comprendere come un moderno cannocchiale termico non comporti necessariamente un aggravio di peso particolarmente significativo rispetto a un’ottica tradizionale di elevata luminosità.

Per quanto riguarda la prova al poligono, ho effettuato l’azzeramento iniziale alla distanza di 100 metri.

PIXFRA CETUS C650 montato sulla Savage High Country
La carabina Savage si è prestata molto bene a questo test al poligono, un setup molto leggero

Durante queste sessioni ho utilizzato anche le pratiche patch termiche fornite in dotazione, che permettono di individuare un riferimento ben riconoscibile attraverso il sensore del cannocchiale.Le prove mi hanno consentito di valutare il comportamento del CETUS durante il tiro e di approfondire le caratteristiche del sistema di azzeramento, che analizzerò più dettagliatamente nel paragrafo dedicato alle prestazioni balistiche.

MECCANICA E COMPONENTISTICA

Il PIXFRA CETUS PFI-C650 è un cannocchiale termico che si distingue immediatamente per le dimensioni contenute e il peso relativamente ridotto. Queste caratteristiche si apprezzano sia quando viene installato sulla carabina, sia quando lo si utilizza come un tradizionale monocolo termico per l’osservazione della fauna selvatica.

Le dimensioni dichiarate dal produttore sono pari a 213 × 81,5 × 66,8 mm, mentre il peso ufficiale è di 590 grammi. La mia bilancia elettronica ha rilevato un peso d 635 grammi con la batteria inserita.

Lo scafo è realizzato in lega di magnesio, una soluzione che consente di coniugare robustezza strutturale e leggerezza. La colorazione è completamente nera e le finiture mi sono parse di ottima qualità, sia per quanto riguarda l’assemblaggio delle varie componenti, sia per la precisione degli accoppiamenti meccanici.

Anche dal punto di vista estetico, il CETUS segue una filosofia decisamente minimalista. L’unica concessione a un design leggermente più ricercato è rappresentata da un sottile anello verde situato nei pressi dell’obiettivo, al quale si aggiungono le due scritte PIXFRA argentate presenti sui lati dello scafo.

Nella parte inferiore sono presenti due fori filettati che consentono di collegare la piastra di montaggio sulla carabina, ma risultano utili anche per l’installazione di piastre fotografiche. Una possibilità che ho apprezzato particolarmente, considerando che durante le mie prove utilizzo spesso questi strumenti anche per osservazioni naturalistiche e riprese video.

Sul lato sinistro troviamo il pulsante circolare di accensione, caratterizzato dal logo PIXFRA. Immediatamente al di sotto è collocata la porta USB Type-C, protetta da un piccolo tappo in materiale siliconico che contribuisce a preservare il connettore dall’ingresso di polvere, umidità e sporco.

Nella porzione inferiore del lato destro è invece presente un piccolo pulsante, piuttosto ben integrato nello scafo e quasi invisibile a una prima osservazione. La sua pressione consente di sbloccare e aprire il coperchio del vano batteria, permettendo una sostituzione rapida dell’accumulatore.

La parte superiore ospita il ponte di comando, riconoscibile per la presenza di un inserto con finitura effetto carbonio. Qui PIXFRA ha concentrato praticamente tutti i comandi necessari per gestire le varie funzioni del cannocchiale.

È presente una sola rotella multifunzione, dalle dimensioni di circa 18 × 14 mm, affiancata da un pulsante quadrangolare, contraddistinto dal simbolo di una macchina fotografica e largo circa 15 × 15 mm. Le dimensioni di quest’ultimo sono sufficientemente generose da agevolarne l’azionamento anche quando si indossano i guanti invernali.

Devo ammettere che il CETUS è uno dei cannocchiali termici con il minor numero di comandi fisici che abbia avuto modo di provare. Questa scelta progettuale, tuttavia, non impedisce di accedere rapidamente alle funzioni principali, grazie a una gestione intelligente delle pressioni e delle rotazioni della ghiera multifunzione. Approfondirò questo aspetto nel paragrafo dedicato all’ergonomia e al funzionamento dei comandi.

PIXFRA CETUS C650 - particolare sui pulsanti
Un pulsante, una rotella, ma multi-funzionali

Nella zona anteriore spicca la generosa ghiera per la regolazione della messa a fuoco, che misura circa 50 mm di diametro e 26 mm di larghezza. La superficie è caratterizzata da una serie di rilievi pronunciati che migliorano la presa delle dita e facilitano la rotazione anche quando si utilizzano i guanti.

Dal punto di vista meccanico, il movimento mi è parso particolarmente convincente: la rotazione è fluida, progressiva e priva di giochi o impuntamenti. Si tratta di un aspetto tutt’altro che secondario, perché durante le osservazioni sul campo è spesso necessario modificare rapidamente la messa a fuoco passando da soggetti relativamente vicini ad altri situati a distanze maggiori.

Spostandoci verso l’oculare, troviamo la ghiera per la regolazione diottrica, larga circa 14 mm e con un diametro di 47 mm. Anche in questo caso ho riscontrato un movimento preciso, senza giochi meccanici apprezzabili, che permette di adattare correttamente la visualizzazione alle proprie esigenze visive. L’intervallo di correzione dichiarato è compreso tra -5 e +5 diottrie.

L’oculare è inoltre provvisto di un paraluce in gomma a soffietto che assolve a una duplice funzione. Da una parte limita l’ingresso della luce ambientale, migliorando la percezione del display, soprattutto nelle osservazioni diurne; dall’altra favorisce un allineamento più rapido dell’occhio durante la fase di puntamento.

È comunque opportuno prestare attenzione quando si utilizzano carabine con un rinculo particolarmente energico. L’estrazione pupillare dichiarata è infatti di 50 mm e, soprattutto con i calibri più impegnativi, è importante mantenere un’adeguata distanza di sicurezza tra il volto e l’oculare, senza lasciarsi indurre dal paraluce a posizionare l’occhio troppo vicino allo strumento.

Per quanto riguarda la resistenza agli agenti atmosferici, il CETUS beneficia della certificazione IP67, che garantisce una protezione completa contro l’ingresso della polvere e una resistenza alle immersioni temporanee nelle condizioni previste dalla normativa. È quindi una caratteristica rassicurante per chi utilizza abitualmente questi strumenti sotto la pioggia, in ambienti umidi o durante le fredde sessioni di osservazione invernali.

La temperatura operativa dichiarata è compresa tra -30 °C e +55 °C, mentre la resistenza meccanica al rinculo è indicata dal produttore in 1.000 g per 0,4 millisecondi. Si tratta naturalmente di valori dichiarati, che suggeriscono una progettazione orientata anche all’impiego su armi caratterizzate da sollecitazioni importanti.

Nel complesso, il PIXFRA CETUS PFI-C650 mi ha restituito una sensazione di buona solidità costruttiva, senza rinunciare alla leggerezza e alla compattezza. Ho apprezzato soprattutto la precisione delle ghiere, la razionalità nella disposizione dei comandi e l’assenza di elementi esterni superflui, caratteristiche che contribuiscono a renderlo uno strumento pratico sia durante l’utilizzo sulla carabina sia nelle osservazioni a mano libera.

OTTICA

L’obiettivo

Il PIXFRA CETUS PFI-C650 è equipaggiato con un obiettivo caratterizzato da una lunghezza focale di 50 mm e un rapporto focale F/1.0, una configurazione particolarmente luminosa, che consente di convogliare una quantità significativa di radiazione infrarossa verso il sensore termico.

La documentazione tecnica non specifica il materiale utilizzato per la realizzazione delle lenti. È possibile che sia stato impiegato il germanio, uno dei materiali più diffusi nella costruzione delle ottiche destinate alla visione termica. Rispetto ai normali vetri ottici, infatti, il germanio presenta una buona trasmissione nella banda infrarossa compresa tra 8 e 14 micrometri, quella utilizzata dal CETUS. Il suo elevato indice di rifrazione consente inoltre di progettare sistemi ottici relativamente compatti, mentre la bassa dispersione rappresenta un ulteriore vantaggio dal punto di vista della progettazione ottica.

Sarebbe comunque interessante ottenere da PIXFRA una conferma riguardo alla composizione dell’obiettivo e agli eventuali trattamenti superficiali applicati.

PIXFRA CETUS C650 - particolare su obiettivo
L’obiettivo da 50 mm di diametro

Dal punto di vista meccanico, la lente frontale è protetta da un ottimo coperchio rigido, apparentemente realizzato in materiale plastico ad alta resistenza, forse policarbonato. Il sistema di chiusura è a pressione, mentre l’apertura avviene tramite una pratica cerniera che permette di mantenere il coperchio collegato allo strumento anche durante l’utilizzo.

Ho apprezzato questa soluzione perché consente di proteggere efficacemente la superficie ottica durante il trasporto e gli spostamenti sul campo, senza dover rimuovere completamente il coperchio, evitando quindi il rischio di perderlo.

Un dettaglio interessante è rappresentato dalla presenza, sulla superficie interna del tappo, di un’etichetta identificativa che riporta il codice QR, il nome del modello, il numero di serie e il Paese di provenienza. Una soluzione discreta che permette di conservare le informazioni identificative del dispositivo senza interferire con l’estetica essenziale dello scafo.

L’oculare

Come anticipato nel paragrafo dedicato alla meccanica, l’oculare del PIXFRA CETUS PFI-C650 è protetto da un paraluce in gomma a soffietto, facilmente rimovibile mediante una semplice rotazione. È una soluzione che ho apprezzato perché permette di adattare lo strumento alle proprie preferenze di utilizzo, migliorando al contempo la schermatura dalla luce ambientale.

Un dettaglio interessante è rappresentato dalla presenza di un piccolo foro di sfiato, opportunamente ricavato nel paraluce per favorire la fuoriuscita del vapore acqueo e limitare la formazione di condensa durante l’osservazione.

L’estrazione pupillare dichiarata dal costruttore è di 50 mm, un valore che richiede comunque una certa attenzione durante l’impiego su carabine camerate per calibri particolarmente energici. Posso tuttavia anticipare che, durante le mie prove al poligono con il calibro .223 Remington, non ho riscontrato particolari problemi legati al rinculo o alla distanza tra l’occhio e l’oculare.

Un’altra caratteristica che mi ha particolarmente colpito è il diametro della lente visibile dell’oculare, che ho misurato in circa 33 mm. Si tratta di un valore decisamente generoso, tra i maggiori che abbia riscontrato nei cannocchiali termici provati sino a oggi.

Questa ampia superficie contribuisce a rendere particolarmente confortevole la visualizzazione, facilitando il corretto posizionamento dell’occhio e riducendo la necessità di mantenere un allineamento eccessivamente vincolante. Ho inoltre apprezzato la buona gestione dell’appannamento nell’utilizzo pratico, favorita anche dalla conformazione del paraluce e dalla presenza del foro di sfiato.

Nel complesso, ritengo che l’oculare rappresenti uno degli elementi più interessanti del CETUS C650 dal punto di vista dell’ergonomia, soprattutto per chi, come il sottoscritto, alterna frequentemente l’utilizzo sulla carabina alle osservazioni naturalistiche a mano libera.

PIXFRA CETUS C650 -particolare sull'oculare con paraluce a soffietto
Il paraluce a soffietto è estrabile a rotazione

Il display

Uno degli elementi tecnologicamente più interessanti del PIXFRA CETUS PFI-C650 è senza dubbio il display, che presenta una diagonale di 0,5 pollici e una risoluzione di ben 1600×1200 pixel. Si tratta di un valore particolarmente elevato per un dispositivo di questa categoria, soprattutto considerando le dimensioni estremamente contenute dello schermo.

La scheda tecnica ufficiale si limita a indicare la presenza di un display OLED. Tuttavia, desiderando approfondire questo aspetto, ho richiesto alcune informazioni supplementari al distributore italiano Paganini, che ha gentilmente inoltrato i miei quesiti direttamente a PIXFRA.

La risposta, ricevuta da uno dei progettisti dell’azienda, ha permesso di chiarire un dettaglio piuttosto interessante: il CETUS utilizza un microdisplay OLED a matrice attiva, realizzato con tecnologia AMOLED su silicio (Silicon-based AMOLED).

Per chi non avesse familiarità con questa tecnologia, è utile precisare che i microdisplay OLED su silicio sfruttano un circuito semiconduttore per controllare individualmente i pixel, permettendo di ottenere una densità di risoluzione particolarmente elevata in uno spazio molto ridotto. Questa soluzione è indicata per i sistemi di visualizzazione destinati a essere osservati attraverso un oculare, come i mirini elettronici e, naturalmente, i cannocchiali termici.

Uno dei vantaggi più evidenti della tecnologia OLED è la capacità di riprodurre neri molto profondi, poiché i singoli pixel possono essere spenti completamente, senza la necessità di una retroilluminazione come quella utilizzata nei tradizionali display LCD. A questo si aggiungono un contrasto potenzialmente molto elevato e tempi di risposta particolarmente rapidi, caratteristiche interessanti quando si osservano soggetti in movimento.

La risoluzione di 1600×1200 pixel permette inoltre di visualizzare con precisione le immagini elaborate dall’elettronica del cannocchiale, così come i reticoli, le informazioni e le varie impostazioni presenti nei menu.

È comunque importante sottolineare che la risoluzione del display non deve essere confusa con quella del sensore termico, che nel CETUS C650 è pari a 640×512 pixel. Un numero maggiore di pixel sullo schermo non significa necessariamente poter distinguere dettagli termici più piccoli, poiché la qualità finale dipende dall’intera catena di acquisizione e visualizzazione: obiettivo, sensore, sensibilità termica, algoritmi di elaborazione e display.

 

Ritengo quindi che la scelta di PIXFRA sia particolarmente interessante, perché dimostra una notevole attenzione anche alla fase finale della visualizzazione, un aspetto che talvolta viene sottovalutato quando si confrontano le caratteristiche tecniche dei dispositivi termici.

Naturalmente, al di là dei dati dichiarati e delle potenzialità di questa tecnologia, sarà soprattutto l’osservazione sul campo a permettere di comprendere quanto la qualità del microdisplay contribuisca effettivamente al comfort visivo e alla percezione dei dettagli.

Il sensore termico

Il PIXFRA CETUS PFI-C650 utilizza un sensore termico VOx (ossido di vanadio) non raffreddato, con una risoluzione di 640×512 pixel e un passo dei pixel di 12 µm. Si tratta di una configurazione ormai consolidata nei dispositivi termici di fascia medio-alta, che permette di ottenere un buon compromesso tra definizione dell’immagine, dimensioni del sensore e prestazioni complessive.

Uno degli aspetti più interessanti è senza dubbio la sensibilità termica NETD dichiarata, inferiore o uguale a 15 mK (con apertura F/1.0). Per chi non avesse familiarità con questo parametro, ricordo che il NETD (Noise Equivalent Temperature Difference) esprime la più piccola differenza di temperatura che il sistema è teoricamente in grado di distinguere rispetto al rumore elettronico. In linea generale, più questo valore è basso, maggiore è la capacità di rilevare differenze termiche molto contenute.

Un valore di 15 mK è particolarmente interessante durante le osservazioni in condizioni ambientali difficili, ad esempio in presenza di elevata umidità, foschia o quando la temperatura degli animali si avvicina a quella dell’ambiente circostante. Naturalmente, la sensibilità dichiarata rappresenta soltanto uno dei fattori che concorrono alla qualità finale dell’immagine e non deve essere interpretata come una garanzia di prestazioni identiche in qualsiasi situazione.

Il sensore opera nella banda spettrale compresa tra 8 e 14 µm, tipica dei dispositivi termici LWIR (Long Wave Infrared), e viene abbinato all’obiettivo da 50 mm F/1.0 descritto in precedenza.

Questa combinazione consente di ottenere un campo di vista di 8,8°×7°, corrispondente a circa 15,4×12,3 metri alla distanza di 100 metri. Non si tratta quindi di un campo particolarmente ampio, ma di una configurazione che privilegia l’osservazione di soggetti relativamente distanti e la possibilità di apprezzarne i particolari termici.

L’ingrandimento ottico di base, o più correttamente l’ingrandimento nativo dichiarato, è pari a 3,6×, al quale si aggiunge uno zoom digitale regolabile da 1× a 8×. È opportuno ricordare che, a differenza di uno zoom ottico tradizionale, l’ingrandimento digitale non aumenta la quantità di informazioni realmente acquisite dal sensore, ma interviene sull’immagine già disponibile. Per questo motivo, agli ingrandimenti più elevati è inevitabile una progressiva perdita di dettaglio effettivo, sebbene gli algoritmi di elaborazione possano contribuire a migliorare la qualità percepita.

La distanza massima di rilevamento dichiarata da PIXFRA raggiunge i 2.600 metri. Come ricordo spesso nelle mie recensioni, questo valore non deve essere confuso con la distanza alla quale è possibile riconoscere con certezza un animale o identificarne i particolari anatomici. Il rilevamento indica infatti la possibilità di individuare la presenza di un soggetto caratterizzato da un sufficiente contrasto termico, mentre il riconoscimento e l’identificazione richiedono un livello di dettaglio decisamente superiore.

Un altro elemento importante è rappresentato dal sistema proprietario di elaborazione delle immagini PIPS 3.0, che interviene sulla rappresentazione digitale delle informazioni acquisite dal sensore. La sua efficacia andrà valutata soprattutto osservando soggetti caratterizzati da un ridotto contrasto termico, dove non è sufficiente rilevare una sorgente di calore, ma diventa importante riuscire a distinguerne correttamente i contorni e le caratteristiche.

Come vedremo nel paragrafo dedicato alle impressioni sul campo, ho cercato di valutare queste prestazioni non soltanto durante le prove al poligono, ma anche attraverso le osservazioni naturalistiche, dove la capacità di distinguere animali parzialmente nascosti dalla vegetazione o inseriti in scenari termicamente complessi rappresenta uno degli aspetti più interessanti nell’utilizzo di uno strumento di questo genere.

RETICOLI E PROFILI DI AZZERAMENTO

Il PIXFRA CETUS PFI-C650 mette a disposizione un sistema di puntamento digitale che consente di personalizzare diversi aspetti del reticolo. Attraverso il menu è possibile selezionare varie configurazioni grafiche e intervenire sul colore e sul livello di trasparenza, adattando il punto di mira alla palette termica utilizzata e alle preferenze del tiratore.

Un reticolo eccessivamente evidente, infatti, può talvolta coprire alcuni particolari del bersaglio, mentre uno troppo sottile o caratterizzato da una colorazione poco contrastata potrebbe risultare difficile da individuare rapidamente. La possibilità di intervenire su questi parametri rappresenta quindi una soluzione utile per trovare il giusto compromesso.

Il CETUS consente inoltre di memorizzare cinque differenti profili di azzeramento, una caratteristica interessante per chi utilizza diverse combinazioni di carabina e munizionamento.

Rispetto a una semplice memorizzazione delle regolazioni, PIXFRA ha previsto un sistema di gestione piuttosto articolato. È infatti possibile aggiungere, eliminare e rinominare i profili e organizzare al loro interno differenti distanze di azzeramento.

Un’altra funzione prevista è il congelamento dell’immagine durante la regolazione del reticolo, che permette di utilizzare come riferimento il punto d’impatto visualizzato sul bersaglio. Approfondirò questo sistema nel paragrafo dedicato all’azzeramento.

PIXFRA CETUS C650 - display che mostra azzeramento
La fase di azzeramento è avvenuta a 100 metri , per la precisione 108

MEMORIA INTERNA

Il PIXFRA CETUS PFI-C650 dispone di una memoria interna da 64 GB, destinata all’archiviazione delle fotografie e dei filmati realizzati durante l’utilizzo.

Si tratta di una capacità interessante, soprattutto per chi, come il sottoscritto, non si limita a utilizzare il cannocchiale per il tiro, ma desidera documentare anche le osservazioni naturalistiche.

La registrazione video può inoltre essere accompagnata dall’audio, grazie alla presenza di un microfono integrato che può essere attivato o disattivato attraverso il menu.

Un aspetto pratico è rappresentato dalla possibilità di consultare fotografie e filmati direttamente attraverso l’album interno del dispositivo, senza dover necessariamente collegare uno smartphone o un computer.

Per trasferire i file su quest’ultimo è sufficiente utilizzare la porta USB Type-C, selezionando l’apposita modalità di archiviazione. In questo modo il cannocchiale viene riconosciuto come un’unità di memoria dalla quale è possibile copiare il materiale registrato.

La presenza di una memoria integrata evita inoltre di dover gestire schede microSD esterne, con il vantaggio di eliminare un ulteriore elemento potenzialmente esposto all’umidità e alla polvere.

BATTERIA

L’alimentazione del CETUS PFI-C650 è affidata a una batteria ricaricabile agli ioni di litio di tipo 18650, facilmente sostituibile attraverso il vano collocato nella parte inferiore destra dello scafo.

Come descritto nel paragrafo dedicato alla meccanica, il sistema di apertura è particolarmente semplice: la pressione di un piccolo pulsante consente di sbloccare il coperchio e accedere rapidamente all’accumulatore.

A differenza del PEGASUS 2 P650LRF, che utilizzava un sistema di alimentazione composto da una batteria interna e una sostituibile, il CETUS si affida a un solo accumulatore rimovibile.

Secondo quanto dichiarato da PIXFRA, l’autonomia del C650 è pari ad almeno 4,5 ore, un valore rilevato a una temperatura ambientale di 25 °C e con la connessione Wi-Fi disattivata.

Naturalmente, la durata effettiva dipende da diversi fattori, tra cui la temperatura esterna, l’utilizzo della connessione wireless, le registrazioni video e la frequenza con cui si interviene sulle varie impostazioni. Personalmente sono stato in grado di utilizzarlo durante le serate fredde di Novembre con Wi-fi sempre acceso per circa 3 ore e mezzo.Nella confezione sono comunque presenti due batterie e un caricabatterie dedicato, una dotazione che permette di disporre di un secondo accumulatore pronto all’uso durante le sessioni più lunghe.

La porta USB Type-C permette inoltre di effettuare la ricarica senza dover necessariamente rimuovere la batteria dal dispositivo. L’indicatore luminoso segnala lo stato dell’operazione attraverso differenti colorazioni.

La disponibilità di batterie sostituibili rappresenta, a mio avviso, una caratteristica particolarmente importante per chi utilizza questi dispositivi durante lunghe sessioni di osservazione o nelle fredde giornate invernali, quando l’autonomia degli accumulatori può diminuire sensibilmente.

PIXFRA CETUS C650 - particolare sulla batteria
Il vano impermeabilizzato che contiene una delle due batterie 18650 fornite in dotazione

ALGORITMO E IMPOSTAZIONI

Anche il CETUS PFI-C650 beneficia del sistema proprietario di elaborazione delle immagini PIXFRA PIPS 3.0, già incontrato durante la precedente recensione del PEGASUS 2.

Come ho avuto modo di spiegare in altre occasioni, la qualità di un’immagine termica non dipende esclusivamente dalle caratteristiche del sensore o dalla luminosità dell’obiettivo, ma anche dalla capacità dell’elettronica di elaborare correttamente le informazioni acquisite.

Secondo PIXFRA, PIPS 3.0 è stato sviluppato per incrementare la nitidezza percepita, migliorare la separazione tra soggetto e sfondo e conservare una buona leggibilità dell’immagine anche quando si utilizzano gli ingrandimenti digitali.

Naturalmente, questi benefici devono essere valutati considerando anche le condizioni ambientali. Un soggetto caratterizzato da un elevato contrasto termico risulterà generalmente più semplice da distinguere rispetto a un animale la cui temperatura apparente si avvicina a quella della vegetazione circostante.

Per questo motivo PIXFRA permette di intervenire manualmente su diversi parametri, tra cui luminosità, contrasto e nitidezza, così da adattare la rappresentazione dell’immagine alle proprie preferenze.

È inoltre disponibile la modalità Forest, progettata per mettere maggiormente in evidenza i soggetti caratterizzati da una temperatura elevata, agevolandone l’individuazione negli ambienti con vegetazione.

Tra le regolazioni accessibili è presente anche un parametro relativo alla distanza del soggetto osservato, che può essere selezionato direttamente dall’utilizzatore.

Questa possibilità di personalizzazione è interessante perché permette di non dipendere esclusivamente dall’elaborazione automatica, lasciando un certo margine di intervento in base alle differenti situazioni osservative.

PALETTE COLORE

Il PIXFRA CETUS PFI-C650 mette a disposizione sei differenti palette termiche, che consentono di modificare la rappresentazione delle temperature sul display.

Le modalità disponibili sono White Hot, Black Hot, Iron Red, Alarm, Green Hot ed Sepia, indicate nella documentazione commerciale anche con i termini Emerald e Amber per le ultime due colorazioni.

La White Hot rappresenta le zone più calde attraverso tonalità chiare, mentre le parti caratterizzate da temperature inferiori assumono gradazioni progressivamente più scure. È una delle configurazioni più diffuse e consente una lettura piuttosto immediata della scena.

La Black Hot adotta invece la rappresentazione opposta: i soggetti più caldi appaiono scuri, mentre lo sfondo assume tonalità più chiare. In determinate condizioni questa modalità può rendere particolarmente evidente la sagoma degli animali.

La Iron Red utilizza una rappresentazione cromatica che comprende tonalità rosse e altre gradazioni, permettendo di distinguere le diverse aree termiche attraverso una combinazione di colori.

La modalità Alarm evidenzia in rosso le zone caratterizzate da temperature elevate, mentre la Green Hot propone una rappresentazione dominata dalle tonalità verdi.

Infine, la palette Sepia, denominata anche Amber, utilizza sfumature ambrate che costituiscono un’alternativa alle tradizionali rappresentazioni monocromatiche.

La possibilità di cambiare rapidamente palette è particolarmente utile perché non esiste una colorazione universalmente migliore delle altre. La scelta dipende dalle condizioni ambientali, dalle caratteristiche del soggetto osservato e, naturalmente, dalle preferenze personali.

Come di consueto, durante le prove pratiche ho alternato le differenti configurazioni per comprenderne meglio le caratteristiche e valutarne l’utilità nell’osservazione della fauna.

PIXFRA CETUS C650 - palette colore
Le palette colore sono piu’ che sufficienti per uso professionale

IMPOSTAZIONI DEL MENU

La gestione delle funzioni del CETUS è affidata a due differenti livelli di menu, denominati menu rapido e menu principale, entrambi controllabili attraverso la rotella multifunzione situata sul ponte superiore.

Il menu rapido consente di accedere alle regolazioni utilizzate più frequentemente, evitando di dover navigare tra numerose schermate.

Da questa sezione è possibile modificare la palette termica, la luminosità, il contrasto e la nitidezza dell’immagine, oltre ad attivare la modalità Forest e selezionare il parametro relativo alla distanza di osservazione.

Il menu principale raccoglie invece le funzioni più articolate, come la gestione dei profili di azzeramento, la configurazione dei reticoli, la connessione Wi-Fi, le modalità di calibrazione del sensore e le impostazioni di registrazione.

Sono inoltre presenti le funzioni Picture-in-Picture, Hot Spot Tracking, la gestione dell’album interno e le varie opzioni di sistema.

Ho trovato interessante, almeno dal punto di vista progettuale, la scelta di concentrare la navigazione in una sola rotella, riducendo il numero dei comandi fisici presenti sullo scafo.

Questa soluzione risponde alla filosofia minimalista che caratterizza l’intero CETUS e permette di mantenere una superficie esterna particolarmente pulita e razionale.

APPLICAZIONE PIXFRA

Come altri strumenti recenti del marchio, anche il CETUS PFI-C650 può essere collegato a uno smartphone attraverso la connessione Wi-Fi e l’applicazione ufficiale Pixfra Outdoor, disponibile per dispositivi Android e iOS.

Il cannocchiale genera una propria rete wireless, alla quale è possibile collegarsi utilizzando la password configurata durante la prima inizializzazione.

L’applicazione permette di interagire con il dispositivo attraverso lo smartphone e di utilizzare le funzioni dedicate alla visualizzazione e alla gestione dei contenuti.

Questa possibilità è particolarmente interessante anche per l’osservazione naturalistica, soprattutto quando si desidera utilizzare il cannocchiale su un treppiede senza dover mantenere continuamente l’occhio in prossimità dell’oculare.

PIXFRA dichiara inoltre la possibilità di gestire attraverso l’applicazione alcune impostazioni relative all’azzeramento, sfruttando un’interfaccia dedicata.

Si tratta di una funzione interessante perché offre un’ulteriore modalità di interazione con il cannocchiale, alternativa all’utilizzo dei comandi fisici.

L’applicazione permette infine di gestire gli aggiornamenti software e le funzioni di condivisione dei contenuti registrati.

AGGIORNAMENTO DEL FIRMWARE

Un aspetto importante dei moderni cannocchiali termici è rappresentato dalla possibilità di aggiornare il firmware, ossia il software interno che controlla le varie funzioni del dispositivo.

Anche per il CETUS PFI-C650 PIXFRA ha previsto due differenti procedure di aggiornamento.

La prima consiste nel collegare il cannocchiale a un computer attraverso la porta USB Type-C e utilizzare il file di aggiornamento scaricato dal sito ufficiale del produttore.

La seconda modalità sfrutta direttamente l’applicazione Pixfra Outdoor, che può segnalare la disponibilità di una nuova versione software e consentirne l’installazione.

La possibilità di intervenire sul firmware è interessante perché permette al produttore di correggere eventuali anomalie, perfezionare il funzionamento del dispositivo e, quando previsto, introdurre modifiche o miglioramenti alle funzioni esistenti.

Consiglio naturalmente di utilizzare esclusivamente firmware compatibili con il proprio modello, evitando di installare file destinati ad altre versioni della gamma CETUS.

FUNZIONE DEI PULSANTI

Come anticipato nel paragrafo dedicato alla meccanica, il CETUS PFI-C650 è uno dei cannocchiali termici più minimalisti che abbia avuto modo di esaminare dal punto di vista della disposizione dei comandi.

PIXFRA ha infatti scelto di concentrare praticamente tutte le operazioni in tre elementi: il pulsante di accensione, la rotella multifunzione e il pulsante dedicato all’acquisizione delle immagini.

Il pulsante circolare presente sul lato sinistro permette di accendere e spegnere il dispositivo mediante una pressione prolungata. Una pressione breve, invece, consente di attivare o disattivare la modalità Stand-by.

La rotella superiore rappresenta il vero centro di controllo del cannocchiale.

Una pressione singola permette di richiamare il menu rapido, mentre una pressione prolungata consente di accedere al menu principale. Ruotando la ghiera, durante la normale osservazione, è possibile modificare lo zoom digitale.

Una doppia pressione permette invece di comandare manualmente la calibrazione FFC del sensore, secondo la modalità precedentemente selezionata.

Il secondo pulsante superiore, riconoscibile dal simbolo della macchina fotografica, permette di acquisire un’immagine mediante una semplice pressione.

Mantenendolo premuto per circa tre secondi è invece possibile avviare la registrazione video, che può essere interrotta ripetendo la stessa operazione.

Ritengo particolarmente interessante questa scelta progettuale perché, pur limitando il numero dei pulsanti, PIXFRA ha mantenuto accessibili le funzioni utilizzate più frequentemente.

Naturalmente, l’effettiva praticità di questo sistema dipende anche dalla facilità con cui i comandi possono essere individuati e azionati durante l’utilizzo sul campo, soprattutto quando si indossano i guanti.

ALTRE IMPOSTAZIONI

Oltre alle funzioni già descritte, il CETUS mette a disposizione alcune opzioni che meritano di essere approfondite.

Tra queste troviamo innanzitutto la modalità Picture-in-Picture (PIP), che permette di visualizzare nella parte superiore dello schermo una finestra contenente un ingrandimento della zona centrale dell’immagine.

Questa soluzione può rivelarsi utile quando si desidera osservare con maggiore attenzione un particolare del soggetto senza rinunciare completamente alla visione della scena circostante.

È disponibile anche la funzione Hot Spot Tracking, che individua automaticamente il punto caratterizzato dalla temperatura più elevata e lo evidenzia attraverso un apposito indicatore.

Per quanto riguarda la gestione del sensore, il CETUS permette di selezionare tre modalità di calibrazione FFC: automatica, semiautomatica e manuale.

La calibrazione automatica viene effettuata dal dispositivo a intervalli regolari, mentre le altre modalità consentono un intervento diretto dell’utilizzatore. Nella modalità manuale il produttore prevede la chiusura del copriobiettivo prima di effettuare la calibrazione.

È inoltre presente la funzione DPC (Defective Pixel Correction), destinata alla correzione di eventuali pixel difettosi. La procedura può essere eseguita automaticamente oppure intervenendo manualmente sulla posizione del pixel interessato.

Il menu comprende anche la regolazione del passo dello zoom digitale, l’attivazione del microfono, la visualizzazione delle informazioni sul display e alcune opzioni relative agli indicatori luminosi.

Non mancano le impostazioni dedicate alla gestione dell’alimentazione, come lo Stand-by e lo spegnimento automatico, oltre alla selezione della lingua, delle unità di misura, della data e dell’ora.

Tra le possibilità previste dalla documentazione figura infine il ripristino dei parametri e delle impostazioni di fabbrica, da utilizzare con attenzione perché il ripristino completo può interessare anche i profili di azzeramento memorizzati.

PIXFRA CETUS C650 - sistema stadiametrico di rilevamento della distanza
Pur non avendo un telemetro integrato è possibile sfruttare la funzione stadiometrica

RAR (Recoil Activated Recording)

Una funzione che considero particolarmente interessante è rappresentata dal sistema RAR, acronimo di Recoil Activated Recording, che permette di effettuare registrazioni video automatiche in corrispondenza del rinculo dell’arma.

Il CETUS integra infatti un sensore di impatto che, quando la funzione viene abilitata, consente di attivare la registrazione senza dover intervenire manualmente sul pulsante dedicato.

Secondo quanto dichiarato da PIXFRA, il sistema è in grado di conservare una sequenza video comprendente 15 secondi precedenti e 15 secondi successivi allo sparo.

Questo significa che il filmato non si limita al momento in cui viene rilevato il rinculo, ma comprende anche una parte della scena immediatamente precedente, permettendo di documentare una sequenza più completa.

È una funzione che può risultare interessante anche durante le prove al poligono, perché consente di registrare l’immagine visualizzata dal cannocchiale in corrispondenza del tiro, senza dover necessariamente avviare ogni volta una registrazione manuale.

I filmati vengono salvati nella memoria interna del dispositivo e possono essere successivamente consultati o trasferiti.

AZZERAMENTO

Il PIXFRA CETUS PFI-C650 utilizza un sistema di azzeramento completamente digitale, che consente di intervenire sulla posizione del reticolo attraverso il menu dello strumento.

Come anticipato, sono disponibili cinque differenti profili, all’interno dei quali è possibile memorizzare le configurazioni relative alle diverse distanze.

Una delle caratteristiche previste dal sistema è la funzione Freeze, che consente di congelare l’immagine del bersaglio e utilizzare il riferimento dell’impatto per la regolazione digitale del reticolo.

Questo metodo permette di effettuare la regolazione senza dover mantenere contemporaneamente in movimento il sistema di puntamento e l’immagine del bersaglio.

Per la prova del CETUS ho preferito utilizzare la mia Savage 110 High Country in calibro .223 Remington, effettuando l’azzeramento iniziale alla distanza di  100 metri.

Durante queste operazioni ho utilizzato le patch termiche fornite in dotazione, che permettono di ottenere un riferimento facilmente riconoscibile attraverso il sensore.

Ho voluto adottare questa procedura anche per verificare il funzionamento del sistema di puntamento e prendere confidenza con la gestione digitale delle regolazioni.

 

RETICOLI E CALCOLO BALISTICO

Prima di concludere la descrizione delle funzioni elettroniche, ritengo opportuno chiarire una differenza importante tra il CETUS PFI-C650 e il PEGASUS 2 P650LRF che avevo provato lo scorso luglio.

Entrambi consentono di gestire differenti reticoli, modificarne le caratteristiche grafiche e memorizzare più profili di azzeramento.

Il CETUS C650, tuttavia, non dispone di un telemetro laser integrato, una caratteristica che lo distingue dal PEGASUS 2 LRF.

Questa differenza assume una certa importanza anche per quanto riguarda le funzioni balistiche. Il manuale della gamma CETUS descrive infatti un sistema di calcolo balistico intelligente, che utilizza parametri relativi al proiettile, alla velocità iniziale, alla distanza di azzeramento e alle condizioni ambientali per determinare una correzione del punto di mira.

Il produttore precisa però che questa funzione è disponibile esclusivamente sui modelli dotati di telemetro laser, e non deve quindi essere attribuita al PFI-C650 oggetto della recensione.

Per quanto riguarda la valutazione delle distanze, il manuale prevede invece, per le versioni prive di LRF, una funzione di stima attraverso riferimenti grafici che possono essere adattati alle dimensioni apparenti del soggetto.

Si tratta di un sistema indicativo, che presuppone di conoscere o stimare le dimensioni reali dell’oggetto osservato e che non può naturalmente offrire la stessa affidabilità di una misurazione laser.

Il CETUS C650 mantiene quindi le principali possibilità di personalizzazione del puntamento e di gestione degli azzeramenti, rinunciando però al telemetro integrato e al relativo sistema di calcolo balistico automatico.

È una distinzione importante da considerare nella valutazione complessiva del prodotto, soprattutto in rapporto al prezzo di vendita e alle esigenze operative di ciascun utilizzatore.

 

IMPRESSIONI PRATICHE SUL CAMPO

Ergonomiche

Una delle prime caratteristiche che ho apprezzato del PIXFRA CETUS PFI-C650 durante le prove pratiche è stata senza dubbio la sua compattezza. Come anticipato nei paragrafi precedenti, le dimensioni contenute e il peso relativamente ridotto lo rendono uno strumento decisamente versatile, sia quando viene installato sulla carabina, sia quando è utilizzato come un comune monocolo termico per l’osservazione della fauna selvatica.

Montato sulla mia Savage 110 High Country, il CETUS non ha modificato in maniera significativa il bilanciamento complessivo dell’arma. Rispetto a numerosi cannocchiali ottici tradizionali destinati all’osservazione crepuscolare, soprattutto quelli dotati di obiettivi da 56 mm e corpi particolarmente lunghi, risulta inoltre meno ingombrante.

Devo ammettere che, inizialmente, ero piuttosto scettico riguardo alla scelta di PIXFRA di concentrare quasi tutte le funzioni in una sola rotella multifunzione e in un numero così ridotto di pulsanti. Temevo soprattutto di dover ricorrere continuamente al menu principale per effettuare anche le regolazioni più semplici.

In realtà, dopo un breve periodo di familiarizzazione, mi sono dovuto ricredere. La combinazione tra menu rapido e ghiera multifunzione permette infatti di avere sotto controllo praticamente tutte le regolazioni utilizzate più frequentemente, senza dover perdere tempo nella ricerca delle varie impostazioni.

Ho apprezzato particolarmente anche le dimensioni dei comandi. Considerando che il periodo di prova si è svolto durante le prime settimane fredde della stagione, ho utilizzato spesso il CETUS indossando sia guanti invernali sia guanti specifici per il tiro. In entrambe le situazioni sono riuscito a individuare e azionare i comandi senza particolari difficoltà.

Ottima anche l’ergonomia delle ghiere di messa a fuoco e di regolazione diottrica, entrambe caratterizzate da movimenti fluidi e precisi.

Un’altra caratteristica che desidero sottolineare riguarda la comodità di osservazione. Il grande oculare, abbinato al display Micro OLED da 1600×1200 pixel, restituisce un’immagine nitida, ben contrastata e, soprattutto, poco affaticante per la vista.

Durante le sessioni più prolungate non ho avvertito una particolare necessità di interrompere continuamente l’osservazione per riposare l’occhio. Naturalmente, molto dipende anche dalla luminosità selezionata e dalla palette utilizzata, ma nel complesso il comfort visivo mi è parso uno dei punti di forza di questo cannocchiale.

PIXFRA CETUS C650 - particolare su piastra di montaggio
La piastra di montaggio è ovviamente nella ampia dotazione di serie

Per quanto riguarda l’autonomia, la presenza di una batteria 18650 sostituibile e di un secondo accumulatore in dotazione rappresenta una soluzione pratica. PIXFRA dichiara almeno 4,5 ore di funzionamento per batteria a 25 °C, con Wi-Fi disattivato, che corrispondono a circa nove ore teoriche utilizzando consecutivamente entrambe le batterie.

Ritengo plausibile che, durante le normali uscite invernali con temperature non eccessivamente rigide, sia possibile avvicinarsi alle otto ore complessive, soprattutto limitando l’utilizzo delle funzioni più energivore. Si tratta tuttavia di una stima e non di un’autonomia che ho verificato attraverso una prova continuativa. Con temperature molto basse, naturalmente, il risultato potrebbe essere inferiore.

Impressioni osservative

Come ho già anticipato, non mi sono limitato a utilizzare il PIXFRA CETUS PFI-C650 al poligono, ma ho voluto valutarne le prestazioni anche come un normale monocolo termico destinato all’osservazione della fauna.

A questo proposito ho sfruttato le filettature presenti nella parte inferiore dello scafo per collegarlo a una comune piastra fotografica, utilizzandolo sia con un leggero treppiede in carbonio sia, più frequentemente, con un monopiede.

Quest’ultima soluzione si è rivelata particolarmente comoda durante le osservazioni itineranti, perché permette di alleggerire il peso sostenuto dalle braccia e, nel contempo, mantenere una buona libertà di movimento.

Nel corso delle varie uscite ho avuto modo di osservare caprioli, volpi e lepri, ma mi sono anche divertito a cercare l’avifauna nascosta tra i rovi e sui rami degli alberi, soprattutto durante le ultime fasi del crepuscolo e nelle ore notturne.

Devo dire che, sostanzialmente, il CETUS mantiene ciò che promette la sua scheda tecnica.

La combinazione tra sensore termico da 640×512 pixel, obiettivo da 50 mm F/1.0, sensibilità NETD dichiarata di 15 mK e algoritmo proprietario PIPS 3.0 permette di ottenere immagini ricche di informazioni, con un buon livello di dettaglio e una convincente separazione tra i soggetti e lo sfondo.

PIXFRA CETUS C650 - cervo
Un bell’esemplare di cervo, incontrato durante il test pratico sul campo

Ho apprezzato soprattutto la possibilità di personalizzare l’immagine. Intervenendo su contrasto, luminosità, nitidezza e palette termiche è possibile adattare la rappresentazione alle differenti condizioni ambientali, ottenendo una resa generalmente equilibrata.

Anche la gamma delle sfumature termiche mi è parsa soddisfacente. Nelle situazioni più favorevoli il CETUS riesce a restituire una buona differenziazione tra le varie temperature apparenti, evitando che il soggetto venga rappresentato semplicemente come una sagoma chiara o scura completamente priva di particolari.

Naturalmente non bisogna dimenticare che si tratta di un dispositivo termico e non di un sistema di visione notturna digitale. Le informazioni che vengono restituite dipendono dalle differenze di temperatura della scena e possono cambiare sensibilmente in funzione dell’umidità, della vegetazione e delle condizioni meteorologiche.

Durante le osservazioni ho trovato particolarmente interessante anche la possibilità di sfruttare lo zoom digitale, sebbene continui a preferire gli ingrandimenti più contenuti, che permettono di conservare una maggiore quantità di dettaglio effettivo.

Nel complesso, le impressioni sono state molto positive. Il CETUS C650 si è dimostrato uno strumento piacevole da utilizzare anche lontano dal poligono, confermando che un cannocchiale termico compatto può rappresentare un valido ausilio anche per il semplice appassionato di osservazione naturalistica.

Prova al poligono

Per valutare le prestazioni del PIXFRA CETUS PFI-C650 durante il tiro ho utilizzato la mia Savage 110 High Country in calibro .223 Remington, preferendola questa volta alla più pesante TIKKA T3x TAC A1 impiegata durante la recensione del PEGASUS 2.

Il montaggio è stato piuttosto rapido, grazie alla piastra di fissaggio fornita in dotazione, che permette di collegare il cannocchiale alla carabina senza dover ricorrere ai tradizionali anelli utilizzati per le ottiche convenzionali.

Dopo aver predisposto il bersaglio alla distanza di 50 metri, ho effettuato un primo colpo per scaldare la canna, passando successivamente alla verifica dell’azzeramento.

Desidero soffermarmi brevemente sul sistema previsto da PIXFRA, perché rappresenta una delle caratteristiche più interessanti del CETUS.

Il menu permette di gestire differenti profili di azzeramento, associando a ciascuno le relative impostazioni del reticolo e le distanze di riferimento. Sono inoltre previste regolazioni digitali sui due assi, X e Y, e la funzione Freeze, che consente di congelare l’immagine del bersaglio durante la fase di correzione.

Si tratta di una soluzione particolarmente pratica, perché evita di dover mantenere costantemente visibile e immobile il bersaglio durante la regolazione, rendendo più agevole l’interazione con il menu.

Nel mio caso, il cannocchiale presentava inizialmente uno scostamento piuttosto contenuto rispetto al punto di mira, con il punto d’impatto situato indicativamente a ore quattro.

La procedura si è rivelata intuitiva e sono riuscito a completare rapidamente la regolazione nell’arco di appena due colpi.

Successivamente ho effettuato alcuni ulteriori tiri di conferma alla distanza di 100 metri, sempre utilizzando le pratiche patch termiche presenti nella confezione.

Questi piccoli accessori permettono di ottenere riferimenti facilmente distinguibili attraverso il sensore termico, semplificando l’individuazione della zona del bersaglio interessata.

Durante la sessione di tiro ho apprezzato anche la qualità del display, che consente di visualizzare chiaramente il reticolo e le informazioni presenti sullo schermo, senza dover ricorrere a regolazioni eccessivamente elaborate.

PIXFRA CETUS C650 - Salimbeni lo testa al poligono
Il sottoscritto durante il test pratico sul campo

Il paraluce a soffietto si è dimostrato utile per limitare la luce ambientale e favorire un corretto allineamento dell’occhio. Utilizzando il calibro .223 Remington non ho riscontrato particolari problemi legati al rinculo, sebbene con cartucce più energiche sia naturalmente opportuno prestare maggiore attenzione alla distanza tra il volto e l’oculare, considerando l’estrazione pupillare dichiarata di 50 mm.

Nel complesso, questa prova mi ha lasciato un’impressione positiva soprattutto per la facilità di gestione del sistema digitale di azzeramento, che non richiede una lunga familiarizzazione con i menu prima di poter essere utilizzato con una certa disinvoltura.

Riconoscimento delle specie

Come ricordo spesso nelle mie recensioni, quando si parla di prestazioni termiche è fondamentale distinguere tra rilevamento, riconoscimento e identificazione di un soggetto.

La distanza massima dichiarata dal produttore, in questo caso pari a 2.600 metri, rappresenta infatti un valore teorico di rilevamento e non indica certamente la distanza alla quale sia possibile distinguere con sicurezza una determinata specie animale.

Durante le mie prove il PIXFRA CETUS PFI-C650 ha mostrato prestazioni sostanzialmente in linea con le buone impressioni che avevo ricavato dal PEGASUS 2 P650LRF, considerando la similitudine tra le principali caratteristiche del sistema termico.

In particolare, ho riscontrato una buona capacità di separare i soggetti dallo sfondo anche quando le condizioni ambientali non erano ideali.

Il CETUS si è comportato bene anche durante alcune osservazioni caratterizzate dalla presenza di foschia e nebbia, situazioni nelle quali la buona sensibilità termica dichiarata e l’elaborazione digitale contribuiscono a conservare una discreta leggibilità dell’immagine.

Naturalmente, la termografia non è immune agli effetti della nebbia: quando la concentrazione di minuscole goccioline d’acqua aumenta sensibilmente, anche la radiazione infrarossa viene attenuata, con una conseguente riduzione della qualità e della distanza utile di osservazione.

Una delle prove più interessanti ha riguardato il riconoscimento degli ungulati. In diverse occasioni sono riuscito a distinguere chiaramente cervi e caprioli anche a distanze superiori ai 250 metri, sfruttando soprattutto le differenze di corporatura, la conformazione del collo e le proporzioni generali dell’animale.

Si tratta di caratteristiche che un osservatore abituato a frequentare gli ambienti naturali impara a riconoscere abbastanza rapidamente, anche quando non è possibile apprezzare tutti i dettagli anatomici.

Anche le volpi e le lepri sono risultate ben individuabili, naturalmente con risultati variabili in funzione della distanza, della postura e delle condizioni ambientali.

Per quanto riguarda le palette, ho trovato convincente la possibilità di alternare differenti rappresentazioni termiche, scegliendo di volta in volta quella che permetteva una migliore lettura della scena.

Merita una menzione anche la funzione Picture-in-Picture (PIP), che consente di visualizzare una porzione ingrandita della parte centrale dell’immagine, conservando nel contempo una visione più ampia dell’ambiente circostante.

È una soluzione interessante soprattutto quando si desidera esaminare con maggiore attenzione la conformazione di un animale senza perdere completamente il riferimento al territorio nel quale si trova.

La funzione Hot Spot Tracking rappresenta invece un possibile aiuto nell’individuazione delle zone più calde dell’immagine, sebbene occorra ricordare che non è in grado di riconoscere automaticamente una determinata specie animale.

Nel complesso ritengo che il CETUS C650 offra prestazioni decisamente soddisfacenti nell’osservazione naturalistica, soprattutto quando viene utilizzato con ingrandimenti contenuti e con impostazioni dell’immagine opportunamente adattate alle condizioni del momento.

PREGI E DIFETTI

Pregi

Dopo aver utilizzato il PIXFRA CETUS PFI-C650 sia durante le osservazioni naturalistiche sia nelle prove al poligono, ritengo che i suoi principali punti di forza siano i seguenti:

  • Qualità dell’immagine termica. La combinazione tra il sensore VOx da 640×512 pixel, la sensibilità NETD dichiarata di 15 mK, l’obiettivo da 50 mm F/1.0 e l’elaborazione PIPS 3.0 permette di ottenere immagini dettagliate e ben contrastate, anche in condizioni ambientali non particolarmente favorevoli.
  • Display di ottima qualità. Il Micro OLED da 1600×1200 pixel mi è parso nitido, contrastato e poco affaticante, anche durante le osservazioni più prolungate.
  • Compattezza e leggerezza. Le dimensioni ridotte e il peso contenuto facilitano l’utilizzo sia sulla carabina sia come normale monocolo termico per l’osservazione della fauna.
  • Qualità meccanica. Ho apprezzato lo scafo in lega di magnesio, le finiture curate, la precisione delle ghiere e la buona ergonomia generale.
  • Comandi intuitivi. Nonostante il numero estremamente ridotto di pulsanti, la combinazione tra ghiera multifunzione e menu rapido consente di accedere velocemente alle principali regolazioni, anche indossando i guanti.
  • Ottima possibilità di personalizzazione. Le sei palette termiche e le regolazioni di luminosità, contrasto e nitidezza permettono di adattare la qualità dell’immagine alle differenti situazioni osservative.
  • Sistema di azzeramento digitale. La gestione dei profili e la funzione Freeze sono risultate pratiche e intuitive durante le prove al poligono.
  • Dotazione completa. La presenza di due batterie sostituibili, caricabatterie esterno, custodia, sistema di montaggio e accessori dedicati rappresenta un valore aggiunto.
  • Funzioni elettroniche. La memoria interna da 64 GB, la connessione Wi-Fi, la registrazione video automatica RAR e le funzioni PIP e Hot Spot Tracking contribuiscono a rendere il dispositivo versatile.

Difetti

Pur avendo riscontrato numerosi aspetti positivi, ritengo opportuno evidenziare anche alcune caratteristiche che potrebbero rappresentare dei limiti in funzione delle specifiche esigenze dell’utilizzatore.

  • Assenza del telemetro laser integrato. A differenza del PEGASUS 2 P650LRF, il CETUS C650 non permette di misurare direttamente la distanza dei soggetti attraverso un sistema LRF. È una mancanza da considerare soprattutto per chi desidera disporre di informazioni telemetriche precise senza utilizzare strumenti aggiuntivi.
  • Assenza del calcolo balistico intelligente associato al telemetro. Il sistema descritto nel manuale è riservato alle versioni dotate di LRF, mentre il C650 offre le funzioni di gestione digitale dei reticoli e dei profili di azzeramento.
  • Pulsante di accensione di verde acceso che si palesa alla fauna. Ovviamente basta coprirlo durante l’utilizzo con la mano.
  • Campo visivo relativamente contenuto. L’obiettivo da 50 mm e l’ingrandimento nativo di 3,6× privilegiano l’osservazione a distanza, ma risultano meno indicati per chi desidera inquadrare rapidamente porzioni molto ampie di territorio. In questo senso il modello C635, dotato di obiettivo da 35 mm, potrebbe rappresentare un’alternativa interessante.
  • Estrazione pupillare di 50 mm. Durante le mie prove con il .223 Remington non ho riscontrato particolari problemi, ma la distanza dall’oculare richiede attenzione quando si utilizzano armi caratterizzate da rinculi decisamente più energici.

 

PIXFRA CETUS C650 montato sulla carabina Savage
Il mio giudizio è senz’altro positivo. PIXFRA sta dimostrando sul campo di mostrare strumenti molto validi contraddistinti da un ottimo rapporto prezzo e prestazioni

CONCLUSIONI

Devo ammettere che il PIXFRA CETUS PFI-C650 è riuscito a convincermi sotto numerosi aspetti.

Dopo aver provato, la scorsa estate, il PEGASUS 2 P650LRF, ero curioso di comprendere se anche questa nuova serie, caratterizzata da una struttura più compatta e da una filosofia progettuale decisamente minimalista, fosse in grado di offrire prestazioni altrettanto interessanti.

La risposta, almeno per quanto riguarda la qualità dell’immagine e la praticità di utilizzo, è stata positiva.

Il CETUS C650 non cerca di imitare nell’aspetto un cannocchiale ottico tradizionale, ma propone una soluzione più compatta, leggera e razionale, che personalmente ho apprezzato sia durante le prove di tiro sia nelle osservazioni naturalistiche.

La combinazione tra sensore da 640×512 pixel, obiettivo da 50 mm F/1.0, sensibilità termica dichiarata di 15 mK e algoritmo PIPS 3.0 permette di ottenere immagini dettagliate, con un buon contrasto e una soddisfacente capacità di distinguere i soggetti anche quando le condizioni ambientali diventano meno favorevoli.

Un altro aspetto che mi ha particolarmente convinto riguarda il display Micro OLED da 1600×1200 pixel, che contribuisce a rendere l’osservazione confortevole e restituisce una rappresentazione nitida delle informazioni acquisite dal sensore.

Ho apprezzato anche la cura costruttiva, la precisione delle ghiere e, soprattutto, la semplicità dei comandi. Confesso che inizialmente temevo di trovarmi in difficoltà con una sola rotella multifunzione, mentre nell’utilizzo pratico ho scoperto un sistema di gestione intuitivo e sufficientemente rapido.

Al poligono, il sistema digitale di azzeramento ha confermato la sua praticità, permettendomi di effettuare le regolazioni senza particolari difficoltà. Durante le osservazioni naturalistiche, invece, il CETUS ha dimostrato di poter essere utilizzato efficacemente anche come un tradizionale monocolo termico, sfruttando un leggero treppiede o un monopiede.

Naturalmente non è uno strumento privo di compromessi. L’assenza del telemetro laser integrato e del relativo calcolo balistico intelligente potrebbe rappresentare un limite per alcuni utilizzatori, mentre l’autonomia della singola batteria impone qualche attenzione durante le uscite più lunghe e nelle giornate particolarmente fredde.

Ritengo tuttavia che queste considerazioni non compromettano il giudizio complessivamente positivo sul prodotto.

In definitiva, il PIXFRA CETUS PFI-C650 è un cannocchiale termico moderno, ben costruito e capace di offrire prestazioni convincenti, che mi sento di prendere seriamente in considerazione sia per l’utilizzo venatorio nei contesti consentiti sia per l’osservazione e il monitoraggio della fauna selvatica.

La valutazione definitiva del rapporto tra prestazioni e prezzo dipenderà naturalmente dal costo ufficiale di commercializzazione sul mercato italiano.

RINGRAZIAMENTI

Desidero ringraziare Andrea Ambrosio di Paganini S.r.l., distributore ufficiale italiano dei prodotti PIXFRA, per avermi gentilmente inviato in prova il PIXFRA CETUS PFI-C650 oggetto di questa recensione.

Come di consueto, desidero precisare che ho avuto la massima libertà sia nella conduzione delle prove pratiche sia nella stesura dell’articolo, senza alcuna richiesta di approvazione preventiva delle mie valutazioni.

Le impressioni e i giudizi espressi sono quindi il risultato esclusivo della mia esperienza diretta con il prodotto, nel rispetto dell’indipendenza editoriale che caratterizza da sempre le mie recensioni.

PREZZO E GARANZIA

Al momento della stesura di questa recensione, il PIXFRA CETUS PFI-C650 è proposto sul mercato italiano a un prezzo indicativo di Euro 2.169 iva inclusa.

Il prodotto è distribuito in Italia da Paganini S.r.l. attraverso la propria rete di rivenditori specializzati.

Per quanto riguarda la garanzia, gli acquisti effettuati dai consumatori presso i rivenditori italiani beneficiano della garanzia legale di conformità di 24 mesi, secondo quanto previsto dal Codice del Consumo.

PIXFRA indica inoltre, nella propria politica generale di assistenza RMA, una garanzia limitata di tre anni sui componenti dei dispositivi termici e di un anno sulle batterie rimovibili. Le condizioni di applicazione al prodotto commercializzato in Italia dovranno essere confermate dal distributore o dal rivenditore autorizzato.

SCHEDA AZIENDA

Produttore: Zhejiang Pixfra Technology Co., Ltd.

Marchio commerciale: PIXFRA

Sede: Hangzhou, Zhejiang, Cina

Settore: Progettazione e produzione di dispositivi per l’imaging termico e soluzioni di rilevamento nell’infrarosso.

Sito ufficiale: www.pixfra.com

Distributore ufficiale italiano: Paganini S.r.l.

Sede del distributore: Torino, Italia

Sito web: www.paganini.it

Email: mail@paganini.it

Binomania Inside

Prima della pubblicazione di una recensione definitiva, ogni strumento viene analizzato attraverso prove ripetute, confronti diretti e verifiche sul campo.

In Binomania Inside condivido queste fasi preliminari: appunti di test, impressioni iniziali, confronti tecnici, anteprime e indiscrezioni, utili per comprendere pregi, limiti e idoneità reale di uno strumento prima di una scelta d’acquisto.

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Mi chiamo Piergiovanni Salimbeni e sono un giornalista indipendente, iscritto all’Ordine Professionale dei Giornalisti della Lombardia. Dal 1997 collaboro con riviste e testate nazionali e da oltre vent’anni mi occupo di test strumentali e ottiche. Nel corso degli anni mi sono specializzato nelle prove sul campo di visori notturni, digitali e termici, dopo aver iniziato la mia attività con telescopi astronomici e ottiche naturalistiche. Ho curato uno speciale sulla visione notturna per CacciaMagazine e sono il fondatore di Binomania.it, sito dedicato al mondo dell’ottica sportiva e naturalistica. Ho creato TermiciNotturni.it per raccogliere in un unico spazio le mie esperienze e le recensioni dedicate esclusivamente ai dispositivi per la visione notturna e termica.